0 Flares Filament.io 0 Flares ×

La sorella della mia nonna materna sposò un signore che aveva una sorella che sentì la chiamata vocazionale e divenne suora. Ordine di Maria Santissima al Monte Calvario. Le stesse suore che mi hanno cresciuta nella scuola elementare. Suor Maria Eulalia, così si chiamava, stava di “casa” a Sapri e d’estate veniva spesso dalle consorelle di Locri. Così noi approfittavamo per ospitarla qualche giorno a casa nostra. Una festa autentica! Lei ci insegnava un sacco di cose, dall’amore sconfinato per Gesù Bambino, dalle preghiere che spontaneamente lei componeva, ai suoi manicaretti in cucina. “Mara, prendi carta e penna e segnati questa, è facile facile, ed è buonissima, un successo con gli ospiti. E anche con la famiglia”.
“Eulalia, di che si tratta?” le chiesi; la chiamavo per nome, troppo affezionate per dirle Suora. “E’ il babà rustico. Il fratello salato del babà dolce carico di rum”. “Splendido! Dimmi, dimmi, sono pronta a scrivere. Vai.”
“In un bicchiere di latte sciogli un cubetto di lievito di birra e lascialo ad aspettarti. In una terrina rompi 4 uova, aggiungi un cucchiaino di sale ed uno di zucchero e sbattili. Aggiungi poi un bicchiere di olio di semi ed il bicchiere di latte di prima. Mescola bene e aggiungi mezzo chilo di farina. Poi apri il frigo e cerca tutto ciò che hai e che stai pensando possa salutarti da un momento all’altro. Tipo: salumi, formaggi, o altro e 4 mozzarelle. Tagliali a dadini e aggiungili all’impasto. Poi versi il tutto in uno stampo a ciambella e lasci lievitare. Quando l’impasto sarà cresciuto, dopo un’oretta, metti in forno a 150° e lasci per 40 minuti. Spegni, lasci raffreddare e poi togli via, metti su un vassoio e buon appetito!”. “Meraviglioso, Eulalia, da provare! Grazie” E la abbracciavo con affetto infinito ogni volta. Lo stesso affetto che ancora mi anima, ancora dopo otto anni esatti dalla sua morte.
Ieri sera ho aperto il frigo, ho sentito il richiamo di una manciata di olive ‘mbitè, una vaschetta di pancetta a dadini, quella della carbonara, e 4 mozzarelle. Ho preso allora la farina, una bustina di lievito secco e mi sono data da fare. Il risultato è quello che vedete. La metà che manca è partita per l’Università con mio figlio, non l’ho certo mangiata io. La mia parte sarà il mio pranzo. Anzi, vado che s’è fatto tardi. Pranzo veloce e a scuola! E Buon pranzo a tutti!

0 Flares Twitter 0 Facebook 0 Google+ 0 Pin It Share 0 Filament.io 0 Flares ×
Share