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streetSi, lo rivoglio!
Rivoglio quel bell’ometto simpatico che con serafica pazienza ti aspettava e quando vedeva accendersi la freccia nella sua direzione andava a posizionarsi accanto alla pompa, si impalava lì fino a quando tu frenavi e arrestavi la tua marcia in direzione del tuo tipo di carburante. Tu spegnevi il motore, tiravi via le chiavi dal quadro di accensione ed attendevi che dal finestrino giungesse quel soave: “Buongiorno, signora, quanto le metto?” profumato di benzina. E, mentre ti tiravi giù l’orlo della gonna, che il suo occhio era già arrivato sulle tue ginocchia rimaste scoperte durante la marcia, rispondevi: “Buongiorno, venti, grazie!”, e gli porgevi le chiavi del serbatoio. Ora dal finestrino ti entrava in macchina la musica di “Occhi di ragazza” oppure de “Il cuore è uno zingaro” che dagli altoparlanti si diffondeva in tutta l’area di servizio; e c’era il bar e l’edicola; e c’era il reparto per acquistare accessori e prodotti per l’auto; e c’era un via vai di altre persone. Tu avevi il tempo di ridarti il rossetto o di sistemare meglio la borsa che avevi buttato a caso sul sedile, o anche di fare una telefonata veloce. Poi lui tornava da te, ti porgeva le chiavi e subito dopo lo vedevi distendersi sul parabrezza per ripulirlo dalle impurità infrantesi a 100 km orari. Pareva cristallo di Bohemia dopo, il parabrezza, e tu vedevi il mondo fuori pure più bello. Lui si avvicinava al finestrino e con voce soddisfatta ti comunicava la fine del servizio che ti aveva reso: “La Signora è servita. Controlliamo l’olio?”. Tu gli porgevi le banconote e rispondevi con altrettanto garbo: “Favorita, grazie, va bene così. Buongiorno.”
Riprendevi la tua marcia, le tue mani erano di nuovo incollate al volante, profumate come prima e andavi via, contenta per il servizio ricevuto. La scena poteva addirittura avere le sembianze di una pratica erotica.

Lo rivoglio, si! Chè questa di oggi non è più un’area di servizio. E’ un’oasi nel deserto. Una fontana dove si può solo bere, chè la tua macchina solo sete ha! E allora arrivi in questo deserto, chiosco con serrande abbassate, non c’è nessuno, silenzio. Non sai se stai guardando un film girato in Oklahoma o se sei tu lì davvero, in Oklahoma. Parcheggi a fianco di una pompa carburante, scendi dall’auto lasciando la radio accesa, giusto per non sentirti troppo sola,  e vai davanti alla cassa elettronica, inserisci il bancomat e sul display leggi: “RITIRARE CARTA CHIP E INSERIRE BANDA MAGNETICA”. E tu ritiri la carta e vedi che ha il chip e la banda magnetica e allora capisci che tra te e la macchinetta non c’è molto feeling. Allora inserisci la banconota che subito viene mangiata. Sul display appare: “SELEZIONARE LA POMPA”. E tu alzi gli occhi e vedi il n.4 e premi il tasto 4. “ORA PUOI RIFORNIRTI ALLA POMPA NUMERO 4″. Vai alla tua pompa, cerchi i guanti monouso e non ci sono. E pazienza, farai senza, sperando che non sia troppo sporca. Apri lo sportellino, sviti il tappo, prendi la pompa inserisci nel serbatoto, premi la leva e non succede niente. Non parte. Alzi lo sguardo e ti accorgi di essere alla pompa n.6. “Caspita, ma non era la 4???”. Allora torni alla macchinetta che ha ancora stampato sul display “ORA PUOI RIFORNIRTI ALLA POMPA NUMERO 4″. Ma la pompa numero 4 è troppo lontana dal serbatoio. Allora risali in macchina e con tutti gli sportellini e sportelli aperti, ti sposti alla pompa n.4. Intanto sono arrivate altre auto e aspettano che tu ti sbrighi e lasci libero il posto. Ora sei davanti alla pompa n.4, e neanche qui ci sono i guanti. Un pò alterata, agguanti la pompa, la infili nel serbatoio, premi la levetta e finalmente senti scorrere il carburante: 10, 14, 16, 18, 18.20, 18.30, 18.40., ….19.50, 10.55, 19.60, 19.65, 19.70, 19.90, 19.91, 19.92, …19.98, 19.99, 20. Lasci la levetta, sollevi la pompa, non sia mai che fuoriesca una goccia e magari ti cada sui piedi!, riponi la pompa, richiudi il serbatoio e lo sportellino, risali in macchina aprendo lo sportello col mignolo, l’unico dito forse rimasto indenne, ti siedi, cerchi di prendere una salvietta che ancora hai in borsa dall’ultimo viaggio con Frecciarossa.
Giri le chiavi, riparti, ti sposti un pò per dare spazio agli altri, poi provi a levarti dalle mani quell’unto e quell’odore, ma l’aroma lime della salvietta si impasta a quello del carburante e ne viene fuori un mix degno di una profumeria di nicchia, che non sai se è fresco o secco, dolce o aspro, agrumato o camuffato. E devi riprendere la tua marcia; tu, sola, con le tue mani unte e puzzolenti che incolli al volante, che tra un pò sarà di nicchia anch’esso. E qui la scena potrebbe avere solo le sembianze di una pratica autoerotica, fino a quando ti appare scritto sul display del cruscotto: “LIVELLO LIQUIDO LAVAVETRI BASSO”.  E così vai via imprecando: “Ridatemi il benzinaio!!!”

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