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“Ricordo che passavo molto tempo a guardare la televisione e, in particolare, mi piacevano le trasmissioni italiane. Mi piaceva vedere quegli spettacoli con quelle donne belle, vestite con abiti scintillanti. Giochi e divertimenti a tutte le ore, soldi per tutti, con facilità. Ho pensato sempre che l’Italia fosse fosse un Paese fortunato. Almeno più fortunato di quelli della ex Jugoslavia. Cartoni animati per i più piccoli, film, docuentari, sceneggiati e spettacoli per i più grandi. Mi trasmettevano tanta allegria gli spettacoli con i cantanti e i ballerini; in televisione non si vedeva nè miseria e nè povertà. Mi sentivo molto attratta da come si viveva in Italia, dove si respirava un’aria di benessere. Trascorrevo molto tempo a sognare. Pensavo che mi sarebbe piaciuto vivere in un Paese come l’Italia”

Samantha, la protagonista, volendo fuggire dalla miseria e dalla sofferenza, arriva in Italia, inseguendo il miraggio. E trova la schiavitù della prostituzione: strade intricate e persone senza scrupoli. Ma nuovi spiragli si aprono grazie all’aiuto competente di alcuni professionisti delle istituzioni italiane che l’hanno accompagnata nel percorso verso la libertà, perchè il labirinto ha sempre la via d’uscita.

“Kurve nel labirinto” è il titolo del libro di Eleonora Matilde Rotella, assistente sociale presso l’Azienda Ospedaliera “Pugliese-Ciaccio” di Catanzaro.
Da poco pubblicato da Città del Sole Edizioni, è un libro che si legge tutto d’un fiato, fluido e garbato nel racconto delle vicende di Samantha, la quale parla in prima persona di ciò che è stata la sua vita fin qui: dall’inferno della ex Jugoslavia all’ inferno dell’Italia, alla rinascita verso la nuova vita libera.
Accanto a spunti scientifici di servizio sociale, che toccano le tecniche proprie della metodologia, si possono intravedere anche alcune questioni aperte sulle pari opportunità, con espliciti riferimenti a tutte le donne, non soltanto a chi vive ai margini.
Scrivere, leggere e parlare di immigrazione femminile, con i disagi correlati, serve a fare urlare Samantha ai giovani ospiti della struttura di accoglienza dove anch’ella si trova: “Non fate come me, siete giovani, godetevi la vita e pensate a trovarvi un lavoro onesto! Quando si va a vivere in un paese straniero tutto diventa più complicato per la difficoltà dell’adattamento. Tutto si complica quando lo straniero è solo. E quando è solo si sente ancora più isolato in un ambiente che non conosce.”
E serve anche a farci inforcare lenti diverse per guardare chi bussa a casa nostra.

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