0 Flares Filament.io 0 Flares ×

31.08.2010 Volare, oh oh…nel blu dipinto di blu!

Forse questo ritornello spingeva tante di noi ad avere un sogno: il sogno di diventare, un giorno, hostess!

Ah, che meraviglia! Sicura di sé, sempre impeccabile nella sua divisa perfetta, sempre in forma, magrissima, bellissima, poliglotta, coi gioielli alla moda, con trucco e parrucco sempre a posto, uno stipendio dignitosissimo. Ma soprattutto, la possibilità di stare oggi qui e domani lì, girare tutto il mondo, conoscere nuove culture, forse contaminarsi, visitare mostre oltreoceano, andare a teatro al Metropolitan o all’Opéra, passegiare a Central Park, dormire al Plaza Hotel, ammirare le luci di Tokio, gironzolare per Trafalgar Square, camminare sulla Piazza Rossa, giocare con un canguro, collezionare tanti souvenir. E nel frattempo: vo-la-re. Più lontana la meta, più alto il volo! Si, un po’ di paura del volo è normale, ma, magari, un’Ave Maria e un Padre Nostro sarebbero accorsi in aiuto. Avevamo proprio la testa tra le nuvole! Che sciocche! Sogna, ragazza sogna (excuse me, Mr Vecchioni)!

Le hostess moderne, quelle sì che hanno capito tutto!

Non c’è bisogno di andare da Maometto. Verrà lui! Terrà un meeting soltanto per loro, a loro parlerà e dirà della sua bontà, dei suoi sani propositi e princìpi (o prìncipi?), di come sono e di come potrebbero essere/diventare. E loro staranno lì ad ascoltare mentre penseranno allo stipendio da lavoratrici che guadagneranno. Forse immagineranno che qualcuno le noterà, le annoterà e le porterà nel deserto e le ricoprirà d’oro giallo e d’oro nero. Dimentiche o ignoranti della storia. Dimentiche o ignoranti di se stesse. Male che vada, torneranno, e potranno trasformarsi in ostesse, e al posto di “portace la Basboosa!” si sentiranno ordinare “portace l’Abbacchio!” E staranno ancora e sempre coi piedi per terra. Ok, ok, esagero: dodici, centimetri, di tacchi.

Ma non si vola!

Non è lo stesso!

0 Flares Twitter 0 Facebook 0 Google+ 0 Filament.io 0 Flares ×
Share