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07.10.2010 Si, ok, indigniamoci! Tutti! Nessuno escluso!

Per la fine di Sarah; per tutto ciò che stiamo sentendo; per tutto ciò che è ruotato attorno alla sua scomparsa nei giorni scorsi; per come i media si sono occupati della vicenda; per la potenza dei media nelle indagini. Per quella famiglia!

La famiglia: evocatrice di immagini rassicuranti: la casa, il nido, un limite protettivo contro i mali del mondo. E un confine posto a proteggere i propri mali, quelli interni, segreti, che nessuno deve sapere perchè non è bene far sapere e perchè le cose di famiglia devono restare “segreti di famiglia”.  Perchè si crede ancora che i panni sporchi debbano essere lavati in famiglia. Ma una famiglia, soprattutto se non è sana, non può farcela da sola: sono troppe le dinamiche in gioco per essere affrontate da soli. Le disfunzioni non vanno taciute,vanno comunicate ed esposte,  nelle sedi opportune, ma vanno dette! Sarah non è la prima e, ahinoi!, non sarà l’ultima bambina, donna, figlia, nipote, amica. Non si può fare nulla? No, al contrario, si può fare tanto. Chi sa, parli! Non abbia paura, non sarà solo.  Ci sono eserciti di professionisti addestrati/formati per rispondere a questi problemi. Si bussi alle loro porte, si entri nei loro uffici, e si racconti. Le prime indiscrezioni dicono che Sarah non avrebbe sofferto, non ha urlato. Quanto avrebbe voluto urlare Sarah? Da quanto tempo? E quante “Sarah” vogliono urlare ma non ce la fanno, come in quei sogni (incubi) in cui vuoi urlare ma non ti esce la voce?  Diamogli la nostra voce! Diamo ascolto all’urlo di Sarah!

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