14.10.2010
Nell’assordante rumore mediatico in corso sulla vicenda dei trentatrè minatori cileni, cosa può fare un altro scricchiolìo? E allora, let’s go! Questa è la lista ,con l’ordine di uscita dagli inferi dei Los 33, i minatori bloccati nelle viscere della terra dal 5 agosto scorso. Nomi ,non numeri:
Florencio Avalos
Mario Sepulveda
Juan Illanes
Carlos Manami
Jimmy Sanchez
Osman Araya
José Ojeda
Claudio Llanes
Mario Gomez
Alex Vega
Jorge Galleguillos
Edison Pena
Carlos Barrios
Víctor Zamora
Victor Segovia
Daniel Herrera
Omar Reigada
Esteban Rojas
Pablo Rojas
Dario Segovia
Johnny Barrios
Samuel Avalos
Carlos Buqueno
José Enriquez
Renan Avalos
Claudio Acuna
Franklin Lobos
Richard Villarroel
Juan Carlos Aguilar
Raul Bustos
Pedro Cortez
Ariel Ticona
Luis Urzua.
Attraverso la loro storia ci siamo ricordati che il Cile c’è, esiste, casomai ce ne fossimo dimenticati.
E questa, invece, è la lista di altri Los 33 che ce lo ricordano da sempre.
Gabriela Mistral (poetessa, la prima donna latino americana a vincere il premio Nobel per la letteratura, nel 1945)
Pablo Neruda (poeta premio Nobel per la letteratura nel 1971)
Pedro Prado
Vicente Huidobro
Pablo de Rokha
Juvencio Valle
Rosamel del Valle
Gonzalo Roja
Jorge Teillier
Enrique Lihn
Nicanor Parra
Carloz Pezoa Vèliz
Raùl Zurita
Juan Luis Martinez
Sergio Badilla Castillo
tutti poeti, che fanno guadagnare al Cile il nome di Paìs de poetas.
Isabel Allende
Alberto Blest Gana
Manuel Rojas
Francisco Coloane
Antonio Skàrmeta
Jorge Edwards
Josè Donoso
Miguel Serrano
Marcela Serrano
Luis Sepùlveda
Alejandro Jodorowsky
Roberto Bolaño
Hernàn Rivera Letelier
Tutti scrittori di fama internazionale.
Isodora Zegers
Violeta Parra
Victor Jara
Inti-Illimani
Quilapayùn
Margot Loyola
Tutti musicisti che hanno fatto grande questo Paese, dove ogni anno si svolge anche il Festival Internacional de la Canciòn de Viña del Mar.
Ops, ho sforato, m’è sfuggito un trentaquattresimo.
E non finirebbe qui… Non si può dire trentatrè!
Beh, per fortuna i primi erano soltanto trentatrè, e tra qualche giorno li lasceremo tornare alle loro case ed alle loro cose.
Gli altri sono molti, tanti di più. E restano. Sui nostri scaffali, tra le pagine di un diario, nelle note di un I-Pod, in qualche lettera mai spedita, negli occhi davanti ad un video, tra le dita su un taccuino, in un’emozione trasmessa o in una mancata.
E ci ricorderemo del Cile? Di certo ogni volta che ci diranno “Dica: trentatrè!”
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