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Din don, è la posta! C’è da firmare? No. Allora metta in buca, grazie. Va bene, prego. Apro la cassetta della posta, osservo le missive: è un match. Campagne di comunicazione battono bollette 4 a 1. Poco male, mi dico. Salto la bolletta, tanto la conosco bene, siamo amici da tantissimo tempo ormai ,e vado dritta alle campagne.

Apro. La prima: quest’anno il tuo 5perMille donalo a noi, abbiamo in custodia il patrimonio culturale del Paese e come noi, nessuno mai. La seconda: donaci il tuo 5perMille, ci aiuterai a tenere abile il servizio di sostegno ai disabili e alle loro famiglie. La terza: con il tuo 5perMille la ricerca c’è e si vede. La quarta: fai la mossa giusta, fai crescere la tua Università con il tuo 5perMille. Bene, mi dico. Ma quanti 5perMille possiedo? Beh, uno solo! E quindi?
Apro l’e-mail e accade la stessa cosa: Aziende Sanitarie, enti comunali, e tanti altri a cercare di convincermi di destinar loro il mio 5 per mille. Poi arriva mio figlio e mi dice: mamma, mi è arrivato un SMS dalla mia società sportiva, c’è scritto: dici ai tuoi genitori per il 5perMille. Sente mia figlia e contesta: nooo! Dovete darlo alla mia associazione! Insomma, ne nasce una diatriba. Ma il problema è sempre quello: quanti 5perMille ho? Sempre uno! Quindi?
E anche fuori casa, in giro per la città. Altro match: tra i volti dei candidati alle imminenti elezioni e i volti di chi ti invita a fare la tua donazione di parte della tua IRPEF. Entrambi i tipi ti chiedono qualcosa; entrambi i tipi ti chiedono la stessa cosa: fiducia. Hai detto niente! E così come ho solo un voto, ho un solo 5perMille. Quindi?
Quindi bisogna scegliere!
Il fatto è che dal 2006, anno d’istituzione, non ho mai saputo se il mio 5perMille sia giunto a destinazione e non so se e come sia stato utilizzato. Mentre sull’8perMille sappiamo che “il Don” ha realizzato scuole per gli ex bambini-soldato ugandesi, le cucine popolari a Padova, il centro per anziani soli a Pantelleria, la casa per le bambine abbandonate di Calcutta, l’assistenza ai detenuti (e se non ci credete, chiedete a loro…), sul 5perMille non ci è dato sapere. Ma io mi fido, mi voglio fidare e quindi vado a scegliere.
Ambarabàcicìcocò il 5 per mille a chi lo do? Se lo do alla cultura, il Museo non ha paura. Se lo do al volontariato, un anziano è più curato. Se lo do alla ricerca, che il capello ti ricresca! Lo darò a chi, come me, il proprio Sapere non tiene per sè!

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