Sabato 30 aprile u.s., il pubblico del PalaCultura di Locri, ha potuto assistere ad un evento di quelli che vanno scritti con la E, maiuscola. “From Naples to Lokron”, questo il titolo del concerto che Antonio Onorato ha tenuto in formazione Jazz Quartet. Novanta minuti di jazz napoletano, nuova corrente musicale che integra, fondendole, le armonie e le melodie della tradizione musicale napoletana e la musica afroamericana. Proprio Onorato ne è il principale esponente, ed è sempre lui l’unico musicista al mondo a suonare la “Breath Guitar”, quella chitarra a fiato, suonata come si suona una chitarra elettrica ma alimentata dal fiato del musicista attraverso una particolare cannuccia, le cui note ancora riecheggiano tra le mura del PalaCultura e nelle orecchie di chi era tra il pubblico. Insieme ad Antonio Onorato alle chitarre, c’erano sul palco a completare il Quartet, il suo bassista, Diego Imparato, il batterista napoletano-roccellese Gigi Giordano e colui che ha fortemente voluto l’Evento, è lui che dobbiamo ringraziare: Rocco Rispoli, tastierista locrese, da sempre appassionato di musica partenopea, così felicemente “inquinato” di napoletanità, come se fosse genetica, tanto da farci venire il dubbio se sia davvero nato a Locri o in qualche quartiere di Napoli.
Ne è risultata un ensemble perfetta, dalla musicalità magistralmente concertata, che si è espressa nei dieci brani eseguiti più un bis, in una scaletta di solo musica (niente parole, non necessitano), che ha visto l’incipit con Onorato solo con la sua Breath Guitar per presentare le note di questo strumento che ricorda il suono dei flauti a becco dei Nativi Americani. Non a caso Antonio è chiamato “l’indiano” dai suoi amici: vuoi perchè si presenta con un viso sorridente e pacifico, a tratti nascosto dietro i mossi capelli a caschetto sulle spalle, e con un collettore di sogno portato come collana; vuoi perchè già da giovanissimo si è avvicinato alla cultura dei Nativi Americani, la cui contaminazione è espressa in alcuni suoi lavori come “South winds” e “Native Spirits”. Anche nell’ensemble, la voce delle chitarre di Onorato è completa, non manca di nulla: nè nei brani suoi quando in “From Naples to Belo horizonte” racchiude l’omaggio all’amico brasiliano Toninho Horta; nè nei brani entrati nella tradizione partenopea come “Chi ten’o mare” di Pino Daniele o quando parte l’intro di “Tammmurriata nera” e il nostro pensiero va a Ciro, niro niro comm’a che? Ciro si, ma Ciro Brambilla, nell’intermezzo strumentale che con una trovata geniale il Quartet contamina con “Birdland” dei Weather Report, che ricordiamo più per la Milano da bere che per la vocalità dei Manhattan Transfer. E poi ancora “Summertime” di George Gershwin, brano da sempre interpretato dai grandi del jazz, a cominciare da Abbie Mitchell fino a Sara Vaughan, a Caetano Veloso, passando per Miles Davis. E’ a lui, al grande Miles che Antonio Onorato dedica il nuovo lavoro discografico “Breathing”, che contiene anche questa Summertime, uscito mercoledì 4 maggio e presentato alla Feltrinelli di Napoli con special guests Joe Amoruso (ve lo ricordate con Rocco Rispoli a Locri lo scorso autunno?) ed Ernesto Vitolo.
Il pubblico ha molto apprezzato e, forte dell’intima e cordiale interazione, non ha voluto lasciar andar via l’Antonio Onorato Jazz Quartet senza la concessione di un bis. Il ringraziamento finale di Antonio Onorato è colmo del calore del pubblico e, a sipario chiuso, ci dice che presto tornerà da noi, nell’imminente summer time.
(pubblicato su La Riviera dell’8.05.2011)
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