Quando si vuole intraprendere un viaggio, prima di tutto, occorre conoscerne la destinazione. Si sa da dove si parte e bisogna sapere dove si vuole arrivare, cercando di non renderlo vano. Dunque, tracciare il percorso, scegliendolo tra le alternative a disposizione: il più rapido, il più economico, quello “consigliato da”, in autostrada, su strada statale,e calibrare i tempi.
I cittadini italiani hanno deciso, da qualche mese, di intraprendere un viaggio che li porti al punto in cui sia possibile effettuare un’inversione di marcia e dirigersi, poi, verso il cambiamento, verso la democrazia vera, e verso una politica che si occupi dei problemi di tutti e non di quelli di pochi.
Così si sono messi in viaggio, hanno acceso i motori, hanno ingranato la marcia, hanno liberato la frizione e leggermente hanno premuto sull’acceleratore, senza scossoni. La prima, la seconda, il motore inizia i suoi giri di lancio, con la terza raggiunge una velocità quasi di crociera. Si va. Arrivano al punto buono. Lo trovano il 13 febbraio e alla guida ci sono le donne, sostenute dagli uomini. Donna al volante, pericolo costante? Giammai! Viene dimostrato che questo proverbio ha fatto il suo tempo.
Il viaggio è poi continuato; non poteva, quella, essere considerata una meta. La strada richiedeva una marcia superiore; così frizione, inserimento della quarta, accelerazione verso il 15 e 16 maggio prima, e il 30 maggio poi. Con i finestrini aperti, il vento a favore, la strada dritta pur non senza insidie, un’aria nuova circondava i viaggiatori. Tante di quelle donne al volante sono state chiamate alla guida di altre auto: macchine amministrative, di grossa, media e piccola cilindrata. S’è capito, forse, che sono pilote nelle quali aver fiducia, finalmente!
Ancora in viaggio, la strada consente di mantenere la stessa marcia: si va verso il 12 e 13 giugno. Ed eccoci qui, ci siamo! Ora la strada è aperta, possiamo innescare la marcia più alta: frizione, quinta, acceleratore. La velocità è costante, entro i limiti consentiti, si può viaggiare comodamente. Siamo tantissimi, siamo i più, abbiamo diversi ideali ma la meta ci accomuna. Possiamo compiere insieme questo viaggio, la velocità adesso è di crociera, manteniamo le cinture allacciate e continuiamo ad usare carburanti nuovi e vecchi: la rete e la piazza. Siamo stati comodamente sul divano davanti al computer, come dice un mio amico, e siamo, contestualmente, andati in piazza, il mio amico sarà felice! E’ questa la novità dell’Agorà, la sua innovazione. Rete et Agorà, divano et piazza,possono convivere e farci convivere, farci incontrare, farci parlare, farci scrivere, farci cantare. Ora conviene andare avanti, non siamo ancora giunti alla meta e i segnali di pericolo si incontrano ancora. Buon viaggio!
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