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L’ultimo pomeriggio jazz a Roccella ha visto, sul palco dell’Auditorium,  Stefano Di Battista e Gino Castaldo in un progetto teso a celebrare in musica l’universo femminile, attraverso alcune donne straordinarie del passato millennio. Woman’s Land, quest’ultimo lavoro discografico del sassofonista romano,  che giunge in un momento in cui in Italia le donne sono protagoniste del dibattito politico e culturale, vuole essere un  omaggio al mondo femminile, complesso, enigmatico e meraviglioso. Dei dodici brani contenuti nell’album, il gruppo, composto da Stefano di Battista al sax, Gino Castaldo voce narrante, Juan Oliver Mazzariello al pianoforte, Luca Bulgarelli al contrabbasso e Marcello Di Leonardo alla batteria, ne ha portati sul palco di Roccella Jazz quelli scritti per celebrare donne realmente vissute e donne frutto della fantasia letteraria.

Ed ecco apparire per prima Molly Bloom, la Penelope dell’Ulisse di James Joyce, che pone gli autori di fronte all’interrrogativo: quanto siamo disposti ad accettare la libertà delle nostre donne?

Segue l’omaggio ad una “eccellenza italiana”, la Rita Levi Montalcini, esempio di dignità incredibile, che da ragazza visse sotto le imposizioni del padre che la volle alunna di un liceo femminile dove si imparavano i lavori domestici e che riuscì solo dopo la maggiore età a dedicarsi agli studi specialistici. Ha sempre condotto una vita severa e rigorosa anche quando era in America e allora, il compositore ha voluto immaginarla in vacanza, in un momento spensierato.

E’ la volta, poi, di Valentina Tereskova, un’operaia, la prima donna cosmonauta di quell’Unione Sovietica lanciata alla conquista dello spazio, in competizione con gli Americani che nello spazio inviavano astronauti. Il suo desiderio fu esaudito ma a costo di sofferenze, tanto che l’atterraggio, effettuato con sistemi di sicurezza non precisi, la fece stare male a tal punto da procurarle un ricovero ospedaliero durato tre mesi, soltanto alla fine dei quali venne fatta vedere al mondo, sorridente e fiera dell’impresa russa.

C’è Anna Magnani, figlia di una sartina, di cui porta il cognome, e di un padre sconosciuto che fortemente voleva conoscere. Ricercò molto, Anna, notizie su suo padre e ci andò vicino alla scoperta della verità. Si fermò nel momento in cui scoprì che probabilmente il tizio in questione, di cognome faceva Del Duce. Con ironia unica, rinunciò alle ricerche per non doversi mai sentirsi dire: è figlia Del Duce. E la sua storia personale ripercorre, in qualche modo, quella di sua madre: anche lei rimane incinta di un uomo, ben preciso stavolta, che però, l’abbandona quando sa della gravidanza e non riconosce il figlio; così anche suo figlio porta quel cognome. Anna rivive, nelle trame dei film che interpreta,  il rapporto tormentato con gli uomini, fino a quando nel film “La rosa Tatuata”, catarticamente, seppellisce definitivamente il marito e accetta le attenzioni di un altro uomo.

Per sottolineare che anche la moda può rappresentare emancipazione e libertà, l’omaggio continua con Coco Chanel che ha saputo reinventare abiti e accessori per rendere le donne più belle, più moderne. Con usa sola nota a margine, caldamente espressa dagli autori: se le notizie diffuse nei giorni scorsi sul presunto ruolo di spia nazista della Chanel dovessero risultare vere, saranno pronti a cancellarla dal novero.

Ed ecco Madame Lily Devalier, personaggio nato nel 2003 dalla penna di Tom Robbins col romanzo “Profumo di Jitterburg”. Musicalità blues, tipiche del luogo, nelle cui strade si può incontrare lei, la maga di New Orleans. E infine, un personaggio protagonista di videogiochi: Lara Croft, l’eroina perfetta. Bella, procace, agile, combattiva, e vincente quanto chi tiene in mano il joystick che diviene punto di unione tra la mano di ella e la mano dell’uomo-giocatore, vero uomo soltanto nel momento in cui entra in contatto con la propria parte femminile. 

Il bis è dedicato ad una grande della musica jazz, Ella Fitzgerald, che cantò perchè non riuscì a danzare. Con i risultati che sappiamo.

Le parole non riescono a descrivere la bellezza delle musiche composte da Di Battista e meravigliosamente suonate dal gruppo in scena, composto da virtuosi musicisti. L’album lo si trova con l’etichetta Alice, mettiamoci le cuffie e partiamo per questo viaggio nella Woman’s Land.

Ma noi ci siamo già stati, in una Woman’s Land, in questi giorni. A Roccella Jazz, grazie al fine intuito del direttore artistico Paolo Damiani,  abbiamo visto la presenza di tante donne in questa edizione, donne leader, titolari di band, non soltanto musiciste professioniste. Ed allora appare doveroso, quantomeno una menzione, per ognuna, in ordine di apparizione.

Dalla voce di Manuela Cricelli, a quella di Rosa Martirano, alla chitarra di Veronica Russo, alla voce di Maria Karafizieva, alla voce di Merle-Anne Prins, al contrabbasso di Tomeka Reid, alla voce e violino di Silvia Bolognesi, alla voce di Monica Salmaso, alle ragazze musiciste dell’Orchestra Giovanile di Fiati di Delianuova con la soprano Caterina Francese, alla voce e sax di Mafalda Gara, ai synt di Simona Musco, alla danza di Roberta Franco, alla voce di Roberta Gambarini, alla voce recitante di Chiara Caselli, al pianoforte di Rita Marcotulli, alla voce di Elena Ledda, alla voce e composizioni di Cristina Zavalloni, al sax e clarinetto di Marina Cesari, alla voce di Ivanta Balteanu, alla voce e chitarra di Chiara Civello, alle donne musiciste dell’Orchestra Nazionale dei Conservatori italiani.         Sono loro che ci hanno fatto da guida in  questo viaggio a Roccella Jazz, a Woman’s Land.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Video : Stefano Di Battista, da Woman\’s Land: Anna Magnani

 

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