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“La incontrai per caso alle Terme, proveniva da Sinopolì, prese posto sulla scalinata, ch’era ancora gremita quel dì…” Oh, principe De Curtis mi perdoni!
Ho fatto anch’io parte di quelli che hanno mandato giù lo share delle serate finali di Miss Italia 2011. Neanche sapevo ci fosse la Calabria in finale; é stato al risveglio mattutino che mi sono ritrovata vincitrice, come calabrese intendo. Femmine calabresi, non vi sentite tutte un pó Miss? Già lo eravamo state altre volte, ma  stavolta noi reggine ci sentiamo più regine: abbiamo Stefania Bivone, che tutti dicono di Reggio Calabria solo perché c’é nata, quando, in realtà, vive a Sinopoli, in pieno Aspromonte tirrenico. Qui potrei aprire una parentesi su “nascita altrove per mancanza di assistenza sanitaria” ma non é questa la sede.
Appena maggiorenne, studentessa del Liceo Scientifico di Palmi, alta che per guardarla bisogna alzare la testa, nessun accento nè inflessione, Stefania é apparsa determinata, forte, saggia. Femmina posata, e bella. Il che mi fa ripensare ad un saggio del 1991 di Renate Siebert, dal titolo “È femmina, peró è bella”, nel quale la Sociologa, docente all’UNICAL, indagava tre generazioni di donne calabresi e lucane, in un percorso generazionale che partiva dalle studentesse dell’Università e arrivava, a ritroso, fino alle loro nonne. Il titolo racchiudeva la difficoltà d’emancipazione femminile già dalla nascita, da quando i neopadri, alla delusione della mancata nascita di un figlio maschio, opponevano la consolazione con la bellezza della figlia femmina. Certo, son passati 20 anni, dovremmo averne fatta di strada, dovremmo aver superato quel pensiero, ci sentiamo più vicine ad un “É femmina, che gioia! Sará un’ottima madre e un’ottima lavoratrice”…invece ci ritroviamo a celebrare la bellezza della Femmina, alla quale affidiamo anche l’immagine positiva della Calabria, caricandola di responsabilità che non ha. Che a nessuno venga in mente di farle fare la pubblicità per il Turismo in Calabria, per favore! Tutt’al più, proponiamole qualcosa per rivalutare le nostre Acque Termali: dove c’è Miss Italia ci sono Terme! Che ne dite allora, di rimandare i festeggiamenti veri? Adesso, magari, lasciamole vivere questo momento, lasciamole la determinazione che ha mostrato, lasciamole realizzare il suo progetto di vita: ce la ritroveremo bella, avvocata, cantante. Perchè la femmina è bella ma é anche brava e pochissime femmine vogliono sentirsi cantare “Miss, mia dolce Miss, io voglio il bis, e tu lo sai di che.”

(pubblicato su La Riviera del 25.09.2011)

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