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(Pubblicata su La Riviera del 30.10.2011)

Tornata da scuola con un mucchio di brochures di quelle che ti propongono di accompagnare la tua classe in visita didattica presso questa o quella mostra, questo o quel museo, mi dedico alla lettura. Sfogliandole mi salta all’occhio un denominatore comune a molti altri eventi, grandi e piccoli, che si svolgono nel territorio torinese: lo sponsor, Compagnia di San Paolo/Intesa San Paolo. Mi viene spontanea una riflessione tra me e me: va bene che la Compagnia è torinese, ma i clienti di Banca Intesa (nei suoi diversi rami) sono sparsi in tutta Italia, Calabria compresa: allora com’è che in Calabria non vedo mai questo sponsor? Faccio una ricerca, capisco che la Compagnia elargisce contributi dietro bandi di concorso, mentre Intesa sponsorizza eventi. Penso:Roccella Jazz non è un evento? Mah! Vedo una marea di progetti nei diversi “settori rilevanti” ma, anche se nello statuto si enuncia l’attività in Italia e all’estero, di fatto noto che tutti i progetti approvati agiscono tra Torino e Genova, non oltre. Salvo che imbattermi in un comunicato stampa di uno degli enti strumentali della Compagnia, Fondazione Scuola, datato 30 settembre, con cui si dà risalto al “più grande progetto italiano di educazione finanziaria sul territorio”. E sapete dove si sta realizzando, tra ottobre e dicembre? In Ca-la-bria!!!
L’iniziativa, voluta dalla Regione Calabria, porterà in 403 classi i direttori di filiale, per avvicinare i ragazzi all’educazione finanziaria e prepararli ai test Pisa Ocse del 2012, attraverso la spiegazione del valore dell’economia legale e della convenienza della legalità. Il Presidente Scopelliti ha dichiarato che questo progetto, unico in Italia,  “si inserisce nelle iniziative di promozione di un’educazione di qualità e di crescita della conoscenza attraverso la cultura che la Regione promuove”; e l’assessore Caligiuri aggiunge: “il più grande progetto ad oggi avviato in Italia per promuovere comportamenti responsabili e improntati alla legalità e allo sviluppo economico”. Alzi la mano chi se la sente di spiegarlo, prima di tutto, agli studenti di Reggio!

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