(Pubblicata su La Riviera del 6.11.2011)
Non penso, dunque non sono! Se partiamo da questo assunto, riusciamo a comprendere meglio il senso e gli obiettivi del Festival del pensiero pensante che ha appena concluso a Locri la sua seconda edizione. Dice: ma c’è bisogno di pensare in antitesi? Beh, credo proprio di si. Prima di tutto per far scemare le inutili e sterili polemiche che hanno preceduto il Festival, e poi perchè credo stia in questo la chiave del successo di pubblico che si è registrato. Ragionare in antitesi, questa volta con il cartesiano “Penso, dunque sono” (Cogito ergo sum), rappresenta il rafforzamento del pensiero stesso. “Se penso sono, se non penso non sono. Ma io voglio essere, quindi penso e vado a pensare!” Tutte le età lo hanno pensato, ma più di tutti i giovani. In parte spinti dalla collaborazione delle Scuole, che hanno offerto crediti formativi ai propri studenti, ma soprattutto spinti dalla curiosità, dalla buona avidità di ascoltare lectiones magistrales di elevatissimo livello intellettuale e di grande spessore umano. Solo ai giovani di Mantova, Modena, Sarzana, Torino può capitare, una volta l’anno, come ai giovani di Locri, durante i rispettivi Festival, di essere a tu per tu con eminenze scientifiche del Diritto, del calibro del prof. Francesco D. Busnelli, grande giurista, o della Medicina, come il prof. Attilio Maseri, cardiologo plurinsignito di riconoscimenti internazionali che parla col cuore in mano (è il caso di dirlo) e dice ai giovani presenti: – sappiate cogliere le occasioni e sappiate essere meritevoli. Io non ho mai portato la borsa a nessuno e mai ho voluto che qualcuno la portasse a me.- Questo vogliono sentire i giovani in questi giorni, vogliono poter pensare che il futuro li sta apettando, che il futuro esiste ancora! Allora ben venga il “pensiero pensante” e ben vengano e ben ritornino i pensatori della nostra Officina che ciò hanno voluto. Diritto, economia, medicina, filosofia, teatro, concerti, fiera libri, convivialità: tutto in soli cinque giorni, nel Palazzo della Cultura vissuto in chiave di Agorà. E per l’anno prossimo si fanno già i nomi di Massimo Cacciari, Michael Löwy, Romano Prodi, don Mauro Bianchi. E’ un pensiero stupendo!
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