A proposito della notizia, che è apparsa due giorni fa sugli organi di stampa locali, secondo la quale dal 12 dicembre, la Calabria, la Sicilia e la Puglia non saranno più raggiunte da ben 21 treni perchè Trenitalia opererà altri tagli, Franca Dattola su Zoomsud.it oggi scrive: << Non so se si usa ancora, ma, ai miei tempi, quelle poche migliaia di metri tra Napoli e Portici attraversate dalla “prima ferrovia d’Italia” ci venivano fatte studiare come un vanto del Sud. Bene: nel centocinquantenario dell’Unità, per decreto, anche per decreto, la Calabria diventa irraggiungibile, Reggio in particolare. Tutti sanno che l’aeroporto dello Stretto – nome pomposo per una realtà sì piccola – è collegato con poche città. Percorrere l’autostrada è, ogni volta, un attacco di bile (se si è fortunati). E la ferrovia… La ferrovia? Lo scenario sta per farsi deprimente (E’ possibile che una realtà deprimente si faccia più deprimente? Si diceva: Cchiù scuru ‘da mezzanotti non c’è, e, invece, no: c’è). Dal 12 dicembre, con i tagli ai treni di lunga percorrenza, Cristo, ad Eboli, non ci riuscirà proprio ad arrivare.
Mentre i sindacati si dicono pronti ad una mobilitazione straordinaria e si aspettano altre e si leggono di alcune reazioni di parlamentari e politici locali, e si aspetta che si facciano sentire le associazioni dei consumatori, una piccola, marginale considerazione.
Il 12 dicembre, per chi l’avesse dimenticato, non poi è così lontano dal Natale e dal Capodanno. Qualcuno, pare, pensa di festeggiare l’arrivo del 2012, in diretta televisiva dalla Calabria e ne parla, anche, come di una grande pubblicità per il turismo. Stando così le cose, la Calabria – a prescindere dalle sue iniziative (belle o brutte che siano) – ha una sola possibilità di far giungere persone nella regione: accordarsi con Mercurio, dio che portando i messaggi celesti, si muoveva nell’aria. I calabresi che stanno in Calabria e quelli che stando in altre parti del mondo periodicamente ci tornano, invece, non avendo diretti contatti con l’Olimpo, stiano a casa.>>
Mi viene spontaneo, anche perchè vissuto sulla mia pelle, aggiungere che Mercurio non ha più ali ai piedi ma gomme, trasporta sempre più passeggeri, incrementa i viaggi da settimanali a giornalieri, monta rimorchi portabagagli. Dall’autostazione di Torino, per esempio, partono quotidianamente ormai (prima soltanto in alcuni giorni durante la settimana) tantissimi Mercurio Gran Turismo, anche a due piani, denominati Marino, Ferrovie del Gargano verso la Puglia; denominati Foderaro, Romano, Simet, Federico, Lavalle, Lirosi verso la Calabria, che è vicina alla Sicilia e con un salto blumare si è lì.
Quando ad un’alunna rumena ho detto che per andar a casa con Mercurio avrei impiegato 19 ore mi ha risposto: <<Come Romania!>>. Esatto, anche peggio visto che per la Romania non si passa dalla SA-RC.
In conclusione però, un consiglio ai giovani lo voglio dare: fornitevi di patente D più Carta di Qualificazione del Conducente (CQC): potreste avere un futuro!
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