Posso scrivere mentre mangio pignolata/struffoli? Come le ciliegie: una tira l’altra. E se canto la canzone che sto per proporvi, il ritmo diventa una trappola! Quante volte avrò sentito questa canzone? Non le ho più contate, ma so che equivalgono alle volte che i miei figli hanno visto, rivisto e stravisto “Mamma ho perso l’aereo”. So che avete già capito che si tratta di Jingle Bell Rock, scritta da Joe Beal e Jim Boothe e incisa per la prima volta da Bobby Helms nel 1957. E’ proprio questa la versione che ascoltiamo.
Bellissima! Mi fa tornare indietro di qualche anno 🙂 Invece, la ricetta di stasera mi fa tornare indietro di qualche settimana, il tempo trascorso da quando ho lasciato Torino e la mia Sociadicasa. Arriviamo in Puglia stasera, e per gentile concessione della signora Ada Mammadigabri, che ringrazio, la ricetta natalizia che andiamo a scoprire è quella del Calzone di Natale. Per preparare la sfoglia:1 bicchiere di zucchero;1 bicchiere di olio;2 bicchieri di vino bianco;1 pizzico sale; farina q.b.Per il ripieno: 1,5 kg di frutta secca mista (mandorle tritate, nocciole, arachidi e noci);1 kg di zucchero; 85 gr cacao amaro; 500 gr cioccolato fondente; 3 cucchiai di cannella; 2 cucchiaini di chiodi di garofano; vino cotto. Si procede nel modo seguente.Per la sfoglia: riscaldare zucchero e vino e aggiungere olio. Poi farina quanto basta. Impastare e fare il panetto di pasta sfoglia. Per il ripieno: tostare leggermente la frutta secca e tritarla. Aggiungere zucchero, cacao amaro, cioccolate fondente a pezzetti o grattugiato, cannella e chiodi di garofano.Mescolare tutto insieme e aggiungere vino cotto e olio q.b. Nella teglia, stendere uno strato sottile di sfoglia, spennellarla con olio e aggiungere buccia di limone grattugiata.Aggiungere il ripieno facendo uno strato spesso circa 2 cm. Chiudere il tutto mettendo un altro strato di sfoglia. Spennellare questo strato superiore con olio, aggiungere lo zucchero e “pizzicarlo” con le forbici. Infornare a 200° per ca. 15 minuti, o comunque fino a quando la sfoglia non risulterà dorata.(Variante per ripieno: stendere uno strato di ripieno, poi fare un giro di vino cotto e olio, fare un altro strato di ripieno, altro giro di vino cotto e olio, coprire con altra sfoglia. ). Il risultato sarà
una tentazione!!! ^_^
E ci risiamo! Puntuale come ogni anno, la fantasia dei napoletani non si fa attendere e, accanto alle statuine del presepe che ritraggono personaggi contemporanei, sta per esser messo in vendita il “botto” a cui sarà dato un nome che si rifà alle cronache recenti. Quest’anno si chiamerà ‘O Sprèd, in omaggio allo Spread, quel tanto simpatico numero che indica la differenza tra il valore dei nostri titoli di stato e quelli tedeschi. Si potrebbe tornare su e cantare Jingle Spread, Jingle Spread, Jingle Spread Rock… Il costo sarà di 50 euro. Dico: ma i napoletani non sanno come spararsi i soldi? Ci sarebbero tantissimi altri modi, soprattutto quest’anno. Leggete qui la notizia sul Corriere del Mezzogiorno, e auguriamoci che non si arrivi davvero a fare il “botto”!
Per stasera, è tutto, a domani. Amici, Bona sira!
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