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Quarta ed ultima domenica d’Avvento. Entriamo nell’ultima settimana che precede il Natale. Ci faremo prendere dalla frenesia “dell’ultimo minuto”? Beh, anche in tempi di crisi può accadere. Accade al contrario: invece di correre ad arraffare di tutto e di più, si sta in ansia per riuscire a contenere gli sprechi. Non è poi così male, no? E’ anche arrivato il freddo oggi, insieme a qualche fiocco di neve. E allora, Let it snow! Scritta nel 1945 da Sammy Cahn e Jule Styne, incisa da moltissimi artisti, qui vi offro una particolare interpretazione di Diana Krall, accopagnata dalla Clayton-Hamilton Jazz Orchestra.

Atmosfera di coinvolgente relax! Necessario e auspicabile dopo i lauti pasti natalizi. Anche a Crotone, dove arriviamo stasera. Cosa troviamo sulle tavole di questa provincia calabrese? Senza dubbio troviamo i Vruacculi i rapa e sasizza (Broccoli con salsiccia). Semplici da preparare: procuratevi broccoli di rapa, salsiccia calabrese piccante, olio extravergine d’oliva, sale e aglio. Pulite le rape eliminando la parte più dura del gambo. Pulite accuratamente anche le foglie eliminando le eventuali parti giallastre. Poi tagliatele in pezzi di medie dimensioni. Dopo averle pulite, lavatele con abbondante acqua. Contemporaneamente avrete messo a bollire la salsiccia in una padella. Praticare dei fori con una forchetta in modo da far fuoriuscire il grasso che si scioglie ed eliminatelo con un cucchiaio, per renderla più leggera. La cottura può durare dai 10 ai 15 minuti. Preparate una padella, aggiungete olio e uno spicchio di aglio. Fate soffriggere e aggiungete le rape ancora gocciolanti di acqua di lavaggio. Se necessario aggiungete un altro pò d’acqua. Salate e coprite con un coperchio. Fate cuocere per 20 minuti circa. Quando le rape sono quasi pronte, aggiungere la salsiccia e fare insaporire per qualche minuto. Servire caldo. Ma che bontà, ma che bontà! 

Come resistere davanti una simile succulenza? Gnam gnam! 😀

In tutto il mondo oggi si è celebrata la Giornata Internazione dei Migranti. Era il 18 dicembre del 1990 quando le Nazioni Unite adottarono la Convenzione Internazionale sulla protezione dei diritti per tutti i Migranti e le loro Famiglie. Dal 1997 poi, le organizzazioni di migranti filippine e asiatiche cominciarono a celebrare il 18 dicembre come Giornata Internazionale di Solidarietà con i Migranti. Non vi posto link a notizie stasera, ma vi copio il messaggio contenuto nella lettera aperta che i braccianti africani  hanno inviato ieri ai cittadini di Rosarno.

“Cari fratelli e sorelle rosarnesi, siamo lavoratori africani di tante nazionalità. Abbiamo voluto scrivere questa lettera per ringraziarvi della vostra ospitalità. Poiché negli ultimi giorni si è parlato molto di noi, abbiamo deciso di parlare in prima persona. Malgrado la triste situazione che si è verificata due anni fa, che ha fatto male a tutti, ci troviamo di nuovo insieme, nella vostra città e sulla vostra terra. Quella situazione triste ce la portiamo nel nostro cuore, così come voi nel vostro. Noi siamo persone come voi. Vogliamo lavorare per vivere, come voi. Siamo in difficoltà quando non c’è lavoro, come voi. Emigriamo per trovare lavoro come tanti di voi in passato e ancora oggi. Abbiamo famiglie, madri, fratelli, figli, come voi. Siamo qui per cercare una vita migliore, non per creare problemi. Per questo vi diciamo che non dovete avere paura di noi. L’emigrazione è una risorsa, economica, culturale… un’occasione di cui approfittare, noi e voi. Chi in questi giorni ha parlato di noi diffondendo la paura è responsabile per le sue parole. Noi non ci riconosciamo in quello che si è detto su di noi. Se qualcuno tra noi sbaglia, fa soffrire noi più di voi. Ma non vuol dire che tutti sbagliamo. Come quando un italiano sbaglia, non tutti gli italiani hanno colpa. Approfittando di questa occasione, noi immigrati, in particolare noi africani, vogliamo farvi sapere che siamo qui per lavorare e partecipare allo sviluppo di questa città e della regione e nel futuro partecipare alle sorti della nazione italiana. Noi siamo fieri del nostro impegno e del nostro sudore. Abbiamo bisogno gli uni degli altri. Allora noi dobbiamo parlarci, capirci e insieme riuscire ad andare avanti. Purtroppo le nostre condizioni di vita non ci permettono di farlo. Dopo una giornata di lavoro nei campi, abbiamo solo il tempo per fare un po’ di spesa e telefonare a casa e poi camminare a lungo fino ai luoghi in cui dormiamo. Noi stiamo nelle case abbandonate, senza luce né acqua. E’ una vita molto dura, ogni giorno. Molti di noi non riescono a trovare una casa in affitto. Facciamo appello alla vostra sensibilità e intelligenza: siamo persone come voi, noi dobbiamo rispettare tutti e tutti devono rispettare noi. Tutti insieme dobbiamo trovare una soluzione perché ci possiamo integrare con tutti i cittadini – di Rosarno, di Roma, del mondo…

Auguriamo a tutti buon Natale e felice anno nuovo

Lavoratori africani, cittadini del mondo, in Italia”

Una sola foto, che li rappresenta tutti: Marcus, arrivato a Rosarno dal Gambia con la speranza di poter tirar su la propria famiglia, morto di polmonite poco più di un anno fa… 

A domani. Bona sira!

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