Scena prima. Giorno 1 oppure 9 di un mese qualsiasi, fino al 7 marzo 2012 è uguale. Ore 6.00, rugiada diffusa, freddo intenso, la città si sta svegliando, i lampioni della strada sono ancora accesi, è buio anche se sta albeggiando. Raccolti nei pesanti cappotti, chè il freddo loro lo sentono di più, gli abituali utenti dello sportello “pagamenti pensioni” di Poste Italiane arrivano già a prendere il turno per poter incassare presto quanto gli spetta, senza fare troppa fila, chè stare in piedi stanca e non sopportano la confusione. Ore 8, la saracinesca si alza, qualche arzilla sgomitata e dentro, a pagarsi. Ricevuto il “malloppo”, dopo aver pagato le bollette, quel che rimane lo pongono in un sacchetto di plastica e poi dentro la tasca interna della borsa o dentro la maglia della salute, al sicuro. E vanno via.
Scena seconda. Un giorno qualsiasi, un orario qualsiasi, dal 7 marzo 2012. Davanti ad uno sportello Bancomat o Postamat l’immagine è la stessa: il nonno e la nonna inforcano gli occhiali, “l’hai presa la bustina col codice? il Pin, non lo ricordo a memoria”, cercano di controllare l’ansia davanti alla macchinetta infernale che gli chiede di inserire la carta, attendere chè l’operazione è in corso, digitare il PIN (com’è? 23 o 32?), scegliere l’operazione, prelievo, digitare l’importo, sei sicuro? vuoi lo scontrino? Ritira la carta entro 30 secondi (accidenti al tremolìo, ed esci!), Ritira le banconote entro 30 secondi. Con scatto felino, agguantano le banconote e, guardandosi intorno sospettosi, ripetono la scena già vista alle Poste. E vanno via, al supermercato a fare la spesa. Arrivati alla cassa, tirano fuori la Carta e pagano tramite POS, chè i contanti servono per le bollette. “Te lo ricordi il Pin?”
Finale. Cari figli e nipoti accompagnatori, siete liberi, non servite più! Le feste sono finite, ma i regali potete farli ancora. Regalate al nonno un porta-carte-di-credito, di certo gradirà. Ah, il nonno si chiama Giuseppe ma da oggi, per tutti, è Nonno Pin!
(pubblicata su La Riviera del 6.1.2012)
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