E’ appena finita la puntata odierna di Presa Diretta, che ha posto il focus sulle infiltrazioni mafiose al Nord. La tecnologia odierna ci consente di seguire le trasmissioni tv in multimodalità con tv e social network. Da Twitter, seguendo l’hashtag #presadiretta, abbiamo potuto osservare gli effetti sul pubblico di una puntata definita “tra le più belle”, di “vero giornalismo”, quella che “da sola vale il canone RAI”. “Presa diretta: come vorrei che fosse il giornalismo” twitta B.A. Uniformi i commenti, nel condannare quanto viene mostrato, esternazione di sentimenti di profonda indignazione. La maggior parte dei tweet sottolineano come il legame mafia-politica sia fondamentale per la diffusione del fenomeno, trasversale, non esiste destra nè sinistra, è un cancro. M.M. scrive: “Qualcuno mi sa spiegare la differenza tra mafia e politica?”.
Nessuno, ad onor del vero, scrive contro i calabresi, viene espressa la consapevolezza che nessun luogo può essere immune e che il nord ha dato terreno fertile per la “coltivazione” di questa “malapianta”. “Io sono profondamente dispiaciuto per tutti i calabresi onesti che devono subire queste continue umiliazioni” ha scritto Urra77. “Sostenere che la mafia esista solo al nord è atteggiamento mafioso. Da qualsiasi parte della Terra si parli” dice F.C.
Quando vengono fuori le storie sugli appalti in Piemonte, restando attoniti di fronte alle Olimpiadi 2006, arrivando alla contemporanea Alta Velocità si trovano tweet di amara ironia,come quello di M.G. che scrive: “Sta a vedere che forse sti NO TAV non sono solo degli invasasti assetati di sangue”.
Infine, come vuole la prassi quando si affronta un problema, e a maggior ragione qui, si passa alle proposte per andare alla soluzione. Ecco le proposte educative, come “Domani in tutte le scuole si facciano due ore di informazione pubblica e si faccia vedere questa puntata di Presadiretta” twittato e retwittato da moltissimi; e “l’unica soluzione a questo punto è illustrare nella mente dei più giovani lo sdegno di chi, a 30 anni, inizia ad indignarsi” (J.B.); per concludere con la speranza che la trasmissione “sia servita a veder azioni concrete già da domani mattina” mentre si immagina “la redazione de La Stampa che corre a cambiare il giornale previsto per domani”.
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