Ci hanno sempre tramandato, dalle Alpi ai Peloritani, che “Dalla Candelora dall’inverno siamo fora”, ma in questi giorni pare di dover rivedere il detto in ” Dalla Candelora per la primavera ci vuole ancora”. Tradizione vuole che oggi si vada a Messa per benedire le candele da accendere quando c’è il temporale con l’auspicio che torni il sereno.
Su San Biagio, che è domani, ho appreso, stando in Piemonte, l’usanza che in questo giorno bisogna mangiare il Panettone conservato apposta dal giorno di Natale, come benedizione e protezione della gola. La benedizione della gola si fa anche in chiesa, domani, a ricordo dell’episodio che vuole San Biagio protettore della gola perchè si racconta che “Un giorno una madre disperata corse al suo cospetto. Suo figlio aveva mangiato del pesce, una lisca gli si era conficcata in gola e ora stava soffocando. Biagio non perse tempo e corse al capezzale del giovane. L’istinto di medico ebbe presto il sopravvento e Biagio, invece di perdersi in inutili benedizioni e unzioni, prese un pezzo di pane e lo fece inghiottire al ragazzo. La mollica portò con sé la lisca e il figlio della disperata signora riprese a respirare normalmente.”
A Serra San Bruno, infine, sapete che si fa? Si prepara l’abbàculo, un biscotto preparato in casa a base di mandorle, farina e zucchero. Viene preparato per i fidanzati, si porta in chiesa perchè sarà benedetto durante le funzioni religiose. Questo biscotto ha la forma di un punto interrogativo, che in realtà rappresenta il bastone del Vescovo (San) Biagio. Il fidanzato lo regala alla fidanzata; ella trattiene la parte rotonda e lascia al fidanzato la parte lineare. Così vivranno felici e contenti.
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