0 Flares Filament.io 0 Flares ×

Articolo pubblicato su ZoomSud.it del 7.4.2012

Per chi è rimasto, per chi non è emigrato, i momenti di Festa comandata, diventano anche i momenti per rivedere i parenti e gli amici che festanti tornano

a rivivere la Casa. Siamo in attesa, un avvento meraviglioso, nel quale ci prepariamo allenando arti e cuore per l’abbraccio che riserveremo loro. Ci metteremo dentro entusiasmo, gioia, parole, manicaretti, cibi e dolci tipici colmi di tradizione e di “bentornati, ci mancate”, magari anche un pizzico di curiosità paesana nel rivederli più belli o più brutti. Accade soprattutto a Natale e a Pasqua, quando le vacanze sono un po’ più lunghe e loro, quelli che lavorano o studiano fuori, hanno più tempo per tornare in Calabria. E’ sempre stato così, e fino a quest’anno pensavamo che lo sarebbe sempre stato.

Invece, ho cominciato a chiedere a parenti ed amici che vivono fuori dalla Calabria, da Napoli in su, se fossero tornati per Pasqua e, quello che temevo, s’è verificato: i giorni di vacanza per questa Pasqua, scolasticamente, sono in media 5, per gli altri uffici 3 compreso il sabato, quindi in molti non torneranno in Calabria per Pasqua.

Ma dai, stringendo stringendo, in fondo, si tratta di un finesettimana. E in un finesettimana si può andare a Barcellona, a Parigi, Londra, Sharm, da tutta Italia. Certamente! Non si può dire altrettanto, però, per venire in Calabria. Le distanze spaziali sono notevoli, siamo sopra il migliaio di chilometri, 1400 da Torino, per esempio. Ma le distanze oggi si calcolano anche con il tempo e 1400 chilometri valgono un’ora e mezza di volo aereo, o 12 ore di treno con 3 ore di treno AV Milano-Roma, contro le 19 ore di treno (con cambio obbligatorio a Roma), oppure 20 ore di autobus. Molti calabresi che abitano tra Milano e Torino, non scenderanno a casa a Pasqua, perché su 4 giorni di ferie, ne perderebbero due di viaggio in treno, e perché il biglietto ormai costa come e più di quello aereo. Quei pochi che riusciranno a scendere hanno trovato diverse soluzioni al problema: c’è chi ha prenotato l’aereo con larghissimo anticipo, anche tre mesi, pagando cifre accettabili; che chi ha affittato un’auto da prendere a Roma e lasciare qui in zona, e con 150 euro, comprensive di carburante e autostrada, divise per 4, il viaggio è fatto; c’è chi l’aereo lo ha prenotato appena ha saputo che avrebbe avuto giorni utili ed ha pagato cifre che oscillano tra 120 e 160 euro solo andata, mentre per il ritorno ha dovuto prevedere di viaggiare nel dì di festa per risparmiare 130 euro; c’è chi è partito martedì notte dopo mezzanotte da Piacenza, cambio treno a Napoli e arrivo a Lamezia. E tantissimi altri esempi, di viaggi che assomigliano più ad avventure con diligenza che viaggi nell’era TAV. Il comune denominatore a tutti i viaggiatori con mezzo pubblico, poi, è che è praticamente impossibile viaggiare sulle proprie gambe fino a Casa. Già, perché arrivati alla stazione o in aereoporto, diventa complicato proseguire il viaggio se non si hanno parenti disponibili a fare da taxi.

Pasqua è arrivata, le colombe sono sulla credenza in attesa di volare nei nostri stomaci, le uova trepidano in attesa di mani frantumanti, le sgute (o come altro chiamate i dolci tipici con l’uovo) sono già volate dentro pacchi mandati verso le Città “lontane”. La resurrezione busserà alle Case ed in molte troverà le braccia vuote, aperte già in attesa della prossima Festa.

Buona Pasqua ai Calabresi senza biglietto di andata né ritorno.

 

0 Flares Twitter 0 Facebook 0 Google+ 0 Filament.io 0 Flares ×
Share