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In questo correre che si fa, capita che si abbiano soltanto 30 brevi minuti per la pausa pranzo. La parola d’ordine è: Fast , veloce. Parola che ha fatto la fortuna di Mr McDonald e simili. Ecco che allora cerchiamo qualcosa di pronto, tra le tantissime proposte. I 4 salti in padella, che hanno fatto la fortuna della Findus e la sfortuna delle donne che li usano. … I pronto cuoci, già ci vogliono più di 4 salti e non va bene. Magari la gastronomia pronta, che entri che sembri Coccolino che abbraccia Vernel ed esci che sembri un pollo pronto con contorno di peperoni. Se non ti piacciono queste soluzioni, puoi anche optare per i Pronto intavola, o le buste con gli aromi pronti dentro, devi metterci solo il pollo dentro, o il coniglio. O i minestroni nella busta del latte. Oppure: gli spaghetti allo scoglio, che pure lo scoglio c’è dentro congelato, che appena fanno i 4 salti nella padella devi stare attenta che la cozza non ci vada a sbattere contro e faccia: onda, adios, direbbe qualcuno!
Quella testa geniale di Carlin Petrini da Bra, provincia di Cuneo, da tempo cerca di metterci in guardia e ci esorta ad aderire allo Slow food. Al Cibo lento. Non è soltanto un consiglio alimentare, è una filosofia di vita; la SLOW LIFE. Pensateci. Il Centro commerciale è fast. I negozietti singoli sono slow: il generi alimentari è slow, il fruttivendolo è slow, la macelleria è slow, la pescheria è slow, ecc… gnam!
La frutta, per esempio. Cogli dall’albero e mangi. Fast. Mele, pere, pesche, ciliegie che una tira l’altra e non finisci mai, al primo attacco di mal di pancia, forse…
Ma c’è un frutto, un tipico nostro frutto che non permette di essere fast. Non questo cibo, non questo frutto… Con lui ci vuole pazienza, bisogna maneggiare con cura, va trattato con i guanti bianchi. Ma pure gialli vanno bene… gnam! (Mara Rechichi)

Esti servaggiu e voli dassatu M’PACI,
staci ai lati di strati ,sutta a ferrovia e nenti FACI!
M’percicatu n’ta vampa id eterni JORNI,
pari ca ti dici….”Va adduvi vai…ca tantu sempi c’ca TORNI!

Mi papariu n’ta i spini e fazzu vantu di STOGGHIJA,
e di carizzi e di acqua ‘on haiu nessuna VOGGHIJA!
‘On mi m’porta si l’urtimi diventanu i PRIMI,
ca eu campu i suli e non cercu CUNCIMI!

Supa i pitti offru frutti giallu surfaru, porpora e VINACCIA,
e scippari n’da poi…ca tantu nudu ti CACCIA!
E cu a pruppa moda e n’zuccarata mi n’da staiu supa a petra DURA,
guardandu a schiuma du mari chi supa u scogghiju mai ADDIMURA!

Sulu cui canusci l’arti di li tagghij in CRUCI,
poti cu li succhi mei u beccu u si n’DUCI!
E puru ca mi dinnu ca lu fruttu di li terri di lu lamentu SUGNU,
sulu a cui non sapi u mi pigghija du versu giustu….sofferenzi DUGNU!!! (Marianna Frammartino)

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