La mafia non è affatto invincibile; è un fatto umano e come tutti i fatti umani ha un inizio e avrà anche una fine. Piuttosto, bisogna rendersi conto che si può vincere non pretendendo l’eroismo da inermi cittadini, ma impegnando in questa battaglia tutte le forze migliori delle istituzioni. (G. Falcone)
Ero dentro il negozietto di alimentari vicino casa, insieme a mia madre. Non sapevamo ancora cosa fossero i centri commerciali, quelli che ti rubano la personalità. Stavamo al banco salumi, chiacchieravamo con la proprietaria che ci consigliava qualcosa per la cena. C’era la radio accesa; quando si interruppe la musica e fu data la notizia, sentìi le orecchie esplodere, come quando sale la pressione e tutto fischia. Fischiava il crollo della speranza, fischiavano le braccia cadute a terra, fischiava il sangue nelle vene…
Rivolgendomi agli uomini della mafia, perché ci sono qua dentro (e non), ma certamente non cristiani, sappiate che anche per voi c’è possibilità di perdono: io vi perdono, però vi dovete mettere in ginocchio, se avete il coraggio di cambiare…
Ma loro non cambiano… […] …loro non vogliono cambiare…
Vi chiediamo per la città di Palermo, Signore, che avete reso città di sangue, troppo sangue, di operare anche voi per la pace, la giustizia, la speranza e l’amore per tutti. Non c’è amore, non ce n’è amore… » (Rosaria Schifani)
Un caro saluto di ricordo ai magistrati di questa Italia, Giovanni Falcone e Paolo Borsellino.
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