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“Era appena iniziata l’estate e stavo per tornare a casa dei miei, dopo avere terminato l’ennesima sessione d’esami all’università. Ero iscritta al terzo anno della facoltà di giornalismo, rincorrendo in ritardo una passione chiamata scrivere”. Comincia così il libro Segui sempre il gatto bianco, edito da Città del Sole, romanzo d’esordio di Margherita Catanzariti, giornalista locrese, che ci racconta una struggente storia d’amore tra Emma, una studentessa universitaria, e Holden, un misterioso pittore americano arrivato sulla costa jonica reggina.

Una storia che vive di luce propria per il coinvolgimento sentimentale, emotivo, passionale dei protagonisti; ma che vive anche di luce riflessa, proveniente dai luoghi in cui il racconto si svolge. A Gerace, sulle alture della rocca che ospita le rovine del Castello, tra i suoi viottoli, nei giardini, tra le case nobiliari, sotto il cielo stellato; sulle spiagge di Locri, quelle in pieno centro cittadino o quelle isolate e bianche di fronte ai resti archeologici dell’antica Grecia che qui visse; dentro lo stesso mare Jonio, giù nel blu; sulle colline dell’isola di Salina tra le altre Eolie all’alba, al tramonto. In fuga da qualcosa, ma da cosa?

Solo seguendo il gatto bianco si potrà sapere, si potrà conoscere; ci si potrà riconoscere. E arrendere al destino inesorabile. “Se la vita fosse fatta solo di cose semplici e perfette come quelle, allora veramente avremmo potuto fare di quell’isola la nostra casa. Non ci serviva nient’altro. Ma anche se non fosse successo, poco importava in quel momento. Comunque fosse finita, mi sentivo grata per aver divorato un’altra fetta di paradiso.” La narrazione scorre fluida, con uno stile gentile, delicato. Anche nei passi conditi di erotismo, non è mai volgare.

Una narrazione rispettosa del lettore, attraverso la garbata e quasi impercettibile traduzione delle espressioni dall’inglese; che si prende cura del lettore, nell’avvicinarlo a quella magia che è la poesia, prendendolo per mano e senza adoperare ostentazioni. Per chi conosce i luoghi, sarà facile girare nella propria testa il film, rivedendo i posti, con una luce limpida, chiara (la luce tanto cara ad Holden, che solo in questi luoghi esiste); a chi non conosce i luoghi, certamente sorgerà il desiderio di visitarli. Quando si corre la tentazione di immaginare Holden come una creatura maledetta, strano e tragicamente cattivo, invece, nonostante i suoi “difetti”, lo si può trovare dolcissimo, amabile, a tal punto che gli si può perdonare tutto e accettarlo così com’è. Perché è qui che l’amore perde i sensi e diventa cieco.

E ci ritrova a fare il tifo per Emma e Holden e per loro commuoversi. «“All the angels are terrified – sussurrò ad un certo punto – ho letto questo verso da qualche parte, non ricordo di chi sia”. Tutti gli angeli sono terrorizzati. Non credi sia un bellissimo verso?” “Si, old man. E’ bellissimo”. Non potei aggiungere altro. Lo strinsi a me e basta” » . Di questa sua opera prima, Margherita Catanzariti afferma: questo libro vuole essere un inno all’amore, all’arte e alla poesia. Un inno alla bellezza della nostra terra e alla sostanza delle cose. Ai segreti nascosti dentro ognuno di noi. Vuole essere un inno alla memoria di qualcosa che non torna, ma di cui resta viva la grazia. Per quelli che si chiederanno quanto ci sia di vero in queste pagine, forse perché riconosceranno qualcuno dei personaggi o dei luoghi che hanno ispirato la storia, rispondo che tutto è vero e tutto è inventato…»

Margherita Catanzariti, Segui Sempre il Gatto Bianco, ed. Città del Sole, 144 pag. 12 euro.

(pubblicato su ZoomSud, a questo link)

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