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concucenteTi abbiamo osservato, sai. Non abbiamo staccato lo sguardo da te. E come potevamo? Non si ha tutti i giorni la fortuna di avere sotto gli occhi un tipo così! Dai piedi alla testa: scarpa chiara casual, un misto tra sneakers e interactive; calzino chiaro, in tinta con la scarpa; jeans d’ordinanza, nel senso di ordinato, drittocheparestirato, di un azzurro che se anche lo cerchi tutto l’anno, all’improvviso non apparirà; cintura nascosta, ma è certo che c’è, sotto la maglietta; polo nera nel classico modello da coccodrillo, mezza manica, collo “aizato” per sentirsi cool ancora e sempre, impossibile vedere il collo, meglio restare nel fascino del mistero; non un pelo di barba; sopracciglio nerissimo, folto ma curato; rughe accennate, forse colme di un qualche intruglio for men; e capello brizzolato alpuntogiusto, pettinato all’indietro come il miglior Richard Gere che si ricordi di profilo. Lo abbiamo rivisto, ci è passato davanti, Richard, si stava sfilando la cravatta e cercava le pantofole. Poi ti abbiamo osservato ancora e Richard è andato via. Al suo posto è arrivato John, John Travolta, quello di Grease. Lo abbiamo visto nel movimento della tua gamba che pigiava l’acceleratore; era nella potenza delicata del bicipite brachiale destro, che si gonfiava ad ogni cambio di marcia, facendo mutare forma al perimetro del bordino della mezza manica polare nera; correva dal polso alla mano distesa, stiracchiata a richiamare tutto il braccio sinistro, che ti spingeva ad afferrare con dolci carezze il volante e rotearlo ora a destra, ora a sinistra, seguendo la strada. Oh, John, sei proprio tu, John? La radio è fuori sintonia, le tue dita affusolate girano il pomello fino alla sintonia fine, ti blocchi sulla tua preferita: un Toto Cutugno che canta La mia Musica, e tu vai a tempo. “Adesso ho la mia musica” frizione e prima; “Do re mi re do si la sol”, acceleratore; “Melodia nel cuore nell’anima”, Frizione seconda, acceleratore, frizione, terza; “Do re mi re do si la sol”, acceleratore, frizione, quarta, acceleratore; “Melodia nel cuore e nell’anima”, frizione, quinta, acceleratore, frizione, sesta: la strada è tutta tua! C’era da aspettarselo che fossi un fan della nostalgia, non l’hai nascosta. Ce l’hai mostrata quando hai lasciato il tuo posto di guida per cederlo al collega che ti dava il cambio. Ritto in piedi diretto verso la portiera, ci hai rivolto uno guardo ammiccante ed il tuo “arrivederci” era un quasi un invito. Sei sceso, contavi di sentirci cantare “You are the one that I want”. Ti abbiamo immaginato qualche ora dopo sulle note di “Tears on my pillow”. Arrivederci, conducente.

Noi ci si vede al prossimo UBU (Under Big Umbrella, Sotto l’Ombrellone). Qui sotto i video delle canzoni citate, buona lettura e buon ascolto!

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