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Schermata 2020-01-19 alle 19.43.54Nei giorni scorsi, su tutti i media ha tenuto banco la notizia riportata da Leggo.it  in cui veniva denunciata la discriminazione operata dall’Istituto Comprensivo Trionfale di Roma nella pagina che descrive le caratteristiche dell’Istituto, dove si poteva leggere “La sede di via Trionfale e il plesso di via Taverna accolgono alunni appartenenti a famiglie del ceto medio-alto, mentre il plesso di via Assarotti, situato nel cuore del quartiere popolare di Monte Mario, accoglie alunni di estrazione sociale medio-bassa e conta, tra gli iscritti, il maggior numero di alunni con cittadinanza non italiana“, e ancora “Il plesso sulla via Cortina d’Ampezzo accoglie prevalentemente alunni appartenenti a famiglie dell’alta borghesia assieme ai figli dei lavoratori dipendenti occupati presso queste famiglie (colf, badanti, autisti, e simili)“. Queste affermazioni hanno scatenato l’indignazione di tutti, non s’è parlato d’altro su giornali, tv, radio, web, social, chiacchiere da bar, anche i pesci dell’acquario ne hanno parlato. Personalmente trovo che questa scuola abbia fatto un’operazione di realtà, ha fotografato il territorio in cui opera. Proverò a convincervi di questo.

Vorrei qui richiamare la vostra attenzione su una cosa in particolare prima e poi mostrarvi cosa accade in altre scuole italiane.
La prima cosa è che prima di parlare o scrivere di scuola sarebbe bene essere informati in profondità, sulle norme che la regolano, sulle leggi che la governano, a partire dalla Riforma Gentile del 1923, fino ai decreti del 2017, attuativi della L. 107 del 2015, la cosiddetta Buona Scuola, passando per il D.P.R. 275 del 1999 dell’Autonomia Scolastica e tutte le altre norme che, come negli altri ambiti socio-economici italiani, sono tantissime. La legge Bassanini ha introdotto il Piano dell’Offerta Formativa (POF) di cui ogni autonomia scolastica si dota e viene elaborato e aggiornato di norma ogni anno (anche se la L. 107 lo ha trasformato in Triennale, PTOF), in base alle caratteristiche sociali, culturali, scolastiche e demografiche del contesto di appartenenza delle scuole. Come dire: se questo è il contesto in cui questa scuola opera, noi possiamo/dobbiamo offrire questo. In brevissima sintesi, un POF questo è. E quello che era scritto sulla pagina dell’IC Trionfale di Roma era esattamente tutto ciò. Non ci credete? Allora seguitemi.
Vi accompagno in un piccolo viaggio in 5  scuole simili alla Trionfale (scuole formate da Infanzia, Primaria e Secondaria di I grado) d’Italia, prese a caso in 5 città che i miei amici di Facebook mi hanno suggerito. Andiamo a leggere insieme, cosa scrivono queste 5 scuole nel loro POF alla voce Analisi del contesto e dei bisogni del territorio, che poi è la prima voce di un POF: se voglio scrivere un Piano devo sapere DOVE mi trovo. I dati vengono presi dalla piattaforma Scuola in Chiaro,  dove si possono leggere, in trasparenza, le caratteristiche di ogni scuola, utili per l’orientamento dei genitori nella scelta del percorso scolastico dei propri figli. (Dopo che avrete finito di leggere questo post, provate a cercare una scuola e andate a “leggerla”).

Tra le città che mi sono state suggerite, ho scelto: Firenze, Alba (CN), Caltagirone (CT), Gubbio (PG), Parma.  Ora, pensate alla posizione geografica di ognuna di queste città ed alle caratteristiche economiche di ognuna: Firenze, centro-nord, turismo, tessile; Alba (CN), nord ovest, turismo, industria dolciaria e vitivinicola; Caltagirone (CT), turismo, artigianato; Gubbio (PG), centro, artigianato, turismo; Parma nord est, industria alimentare, turismo, Capitale della Cultura 2020. Andiamo a Firenze, Istituto Comprensivo Pieraccini. Sul POF, nella sezione Analisi del contesto e dei bisogni del territorio si legge: L’Istituto Comprensivo Pieraccini si estende su tre quartieri del territorio fiorentino. Il plesso Lavagnini-Pieraccini fa parte del quartiere 1, il plesso Battisti si trova nel quartiere 5, mentre il plesso Salviati è ubicato nel quartiere 2. La collocazione dei plessi in prossimità del centro di Firenze favorisce notevoli opportunità per conoscere da vicino le bellezze artistiche, storiche, paesaggistiche e per collaborare con le strutture, le associazioni e i comitati presenti sul territorio … Il livello ESCS (socio – economico – culturale) dell’Istituto Pieraccini è medio-alto; tuttavia, si evidenziano alcune situazioni di svantaggio economico, in modo particolare presso la sede centrale (primaria Lavagnini e secondaria di primo grado Pieraccini), dovute principalmente ad forte processo migratorio che caratterizza quest’area fiorentina. 

Adesso andiamo ad Alba (CN), Istituto Comprensivo Centro Storico. Nel POF si legge: Il nuovo istituto e’ collocato nel centro storico di Alba e vi afferiscono plessi scolastici con un contesto socio-culturale di provenienza estremamente variegato e diversificato, con un alto tasso di alunni stranieri e con problematiche sociali piu’ concentrati nella scuola Primaria ed Infanzia Via F.lli Ambrogio, mentre quello della scuola media Vida ed Infanzia di via Balbo si attesta su livelli sociali mediamente buoni, con tassi di disoccupazione bassi, che non incidono in modo negativo sulla popolazione scolastica. Ai nostri istituti giungono numerose iscrizioni anche dai Comuni limitrofi, non solo perche’ molti genitori raggiungono il luogo di lavoro situato in citta’ ed in quanto sono di buona qualita’ i servizi di extrascuola, ma anche perche’ l’istituzione scolastica propone un’offerta formativa ricca ed apprezzata da tempo. Esistono sul territorio delle diffuse ed efficaci forme di assistenza e di accoglienza che supportano le situazioni di disagio di alcune famiglie di origine straniera. Il flusso migratorio, significativo negli anni passati, e’ diminuito e l’incidenza degli alunni con cittadinanza non italiana e’ del 16.87, in gran parte di seconda generazione…Si rileva un’alta partecipazione delle famiglie alla vita scolastica, spesso limitata al rendimento scolastico piuttosto che al processo educativo globale dei ragazzi.

Scendiamo a Caltagirone (CT), Istituto Comprensivo Piero Gobetti. Nel POF si legge: La popolazione residente nel territorio di pertinenza della scuola si configura per la sua eterogeneità socio-culturale. Nella zona si rileva la presenza di numerosi nuclei familiari di ceto medio, impiegati nel settore primario e terziario. Il livello culturale di partenza dell’utenza scolastica è nel complesso medio, tuttavia si rileva una crescente componente di alunni che rientrano nelle fasce medio-alte. L’Istituto Comprensivo “Piero Gobetti”, con i suoi sette plessi, è ubicato nell’area di nuova espansione della zona sud di Caltagirone, in un quartiere urbano di periferia comprendente le contrade Porto Salvo, Boschigliolo, Collegiata, Piano Carbone, Romana, Balatazze, via Escuriales, via Principessa Maria José, via Madonna della Via. Il suo territorio di pertinenza è molto vasto e la rete viaria, di recente fruizione, se da un lato facilita il notevole flusso veicolare, dall’altro comporta l’uso dei mezzi privati o dei mezzi pubblici per poter raggiungere il centro storico o la parte nuova della città. La sua posizione è strategica e funzionale alla sua missione educativa. Il plesso “Lago Ballone”, si trova in una zona pianeggiante, fiancheggiato da edifici di recente costruzione. Il plesso “Romana” è collocato nel cuore di un altro quartiere residenziale caratterizzato da nuovi alloggi e dalla presenza di due istituti scolastici di istruzione secondaria di secondo grado, l’Istituto Tecnico Industriale e l’Istituto Tecnico per Geometri. Tra i due plessi e la sede centrale si sviluppa il centro urbano della via G. Ten. Cataldo, dove gravita la vita pubblica del quartiere. Il fulcro è costituito dalla chiesa “S. Giovanni Bosco” e dall’omonimo oratorio parrocchiale; sono presenti scuole paritarie dell’infanzia, strutture sportive per il calcio, la piscina comunale, oltre ad una serie di servizi quali la farmacia, supermercati, attività commerciali. Nel tratto tra la via Cataldo e la via P.S. Mattarella che conduce alla sede centrale, è situato il I.I.S. “E. Majorana-Arcoleo”, un asilo nido comunale, un ampio quartiere contraddistinto da abitazioni popolari e da antiche ville nobiliari.
Risaliamo verso Gubbio (PG), Direzione Didattica 2° Circolo Aldo Moro. Il POF recita: Secondo quanto riportato dai genitori in fase d’iscrizione, gli alunni con condizioni economiche svantaggiate sono pochi, ma è ragionevole supporre che la situazione che emerge non sia del tutto realistica. Sporadici risultano comunque i casi di famiglie prese in carico dai servizi sociali. Il numero di alunni stranieri, a parte in un plesso, è molto basso. Dal punto di vista degli apprendimenti, questa situazione implica una tendenziale omogeneità, fatte salve le differenze individuali.Il contesto socio-economico di provenienza degli alunni è assai eterogeneo tra un plesso e l’altro, con la quasi totalità di alunni stranieri concentrata in uno dei plessi periferici che funziona con una sola sezione. Ciò rende impossibile la redistribuzione degli alunni stranieri o con condizioni economiche svantaggiate. In tale plesso inoltre il numero di alunni con certificazione ex L. 104 è mediamente più alto che negli altri plessi del circolo.La collaborazione con l’amministrazione comunale è positiva. Stesso dicasi per l’interazione con il servizio integrato per l’età evolutiva. Ma il territorio di Gubbio resta comunque una zona marginale rispetto alla programmazione regionale e/o nazionale e paga lo scotto di decenni di isolamento. Il contesto culturale non ha offerto negli anni grandi stimoli, ma da qualche tempo la Biblioteca Comunale Sperelliana ha proposto interessanti ed innovative iniziative. Anche quest’anno è proseguita la collaborazione con la Scuola Comunale di Musica e le varie associazioni sportive (Pallavolo e Basket). La caratteristica del piccolo centro rende inoltre alto il tasso di coesione sociale e di solidarietà rispetto alle situazioni di disagio.Il Circolo è composto da 4 plessi di scuola dell’infanzia e 4 plessi di scuola primaria che si raccordano, a livello orizzontale, per ciò che attiene l’organizzazione, la programmazione, la didattica e a livello verticale per la costruzione di un curricolo. Nello specifico le sedi sono le seguenti ed ognuna ha un tempo scuola diversificato: – Aldo Moro, organizzazione modulare, sede anche degli uffici e della direzione didattica; -Carbonesca, pluriclasse, in zona periferica e montuosa; -centro storico, a indirizzo Montessori; – Mocaiana, tempo pieno, posto in una frazione abbastanza popolosa.

Infine, andiamo a Parma, Istituto Comprensivo Micheli, dove nel POF troviamo:  La popolazione scolastica dell’Istituto Micheli si è caratterizzata negli ultimi anni da un notevole aumento di alunni stranieri, provenienti in particolare dall’Africa centrale e settentrionale e dall’Asia dell’est, arricchendo la comunità scolastica di nuove lingue e di tradizioni di vita; gli alunni stranieri sono il 50% della popolazione scolastica, di cui un’alta percentuale nati in Italia. La realtà socio-economica degli studenti si presenta pertanto diversificata con livelli socio economici e culturali medi e medio-bassi e in qualche caso basso. In tale contesto la scuola rappresenta un riferimento importante come luogo di alfabetizzazione, di aggregazione, di socializzazione e formazione ai valori civili, per compensare le difficoltà di apprendimento, per offrire opportunità qualificate di socializzazione e di inclusione per una scuola inevitabilmente diretta alla pluralità. Tante sono state pertanto le risposte  dinamiche ai nuovi bisogni degli studenti, tra cui le classi a tempo pieno, la didattica a classi aperte, le attività pomeridiane.L’Istituto Micheli gravita su un’area comprendente due quartieri: San Leonardo e Cortile San Martino, situati nella zona nord della città. Quest’area è stata caratterizzata, fin dagli anni ’60, da un’alta vocazione migratoria, grazie al ricco tessuto industriale, che ha però subito cambiamenti negli ultimi vent’anni: grossi centri commerciali hanno fortemente incrementato il settore terziario.  La popolazione ha in gran parte un’occupazione operaia o/e impiegatizia, localizzata in zona. Negli ultimi anni il forte flusso migratorio ha determinato un notevole aumento di famiglie straniere, la realtà socio-economica si presenta pertanto diversificata: a fianco di famiglie solide, si rilevano situazioni di disagio dovute alla precarietà del lavoro, alla mancanza di “radici” famigliari e sociali. Non sono presenti nel quartiere  grandi forme di richiamo culturale, pur essendo ricca la rete di associazioni di volontariato e numerosi sono gli impianti sportivi. La maggior parte delle criticita’ dell’Istituto deriva dalla necessita’ di integrare le famiglie di recente immigrazione e che mostrano difficolta’ nel seguire e sostenere il percorso scolastico del proprio figlio per motivi linguistico-culturali e/o socio-economici. All’istituto  è pertanto richiesta una continua  progettazione per sostenere i processi di integrazione  delle famiglie di recente immigrazione, e una forte qualificazione e preparazione del personale docente.

Finito il piccolo viaggio, potete vedere voi stessi che ogni scuola descrive il proprio contesto evidenziando le caratteristiche del territorio inserendo i dati della propria popolazione scolastica. E non potrebbe essere altrimenti: per poter offrire un piano formativo efficace, è necessario tener conto delle caratteristiche di partenza di ogni alunno, personali ed ambientali.  Se l’ambiente è carente di stimoli, allora la scuola dovrà lavorare per colmare quel vuoto. Se, al contrario, l’ambiente è pieno di stimoli, allora la scuola dovrà lavorare per armonizzare tali stimoli. Un piano dell’offerta formativa contribuirà tanto al successo formativo di ogni alunno quanto la scuola sarà stata in grado di fotografare la realtà del contesto in cui è inserita.
Sono andata a curiosare in alcuni POF di paesi che conosco e, vi dirò, non sempre le scuole riescono ad esser sincere fino in fondo. Pertanto, credo che l’Istituto Comprensivo Trionfale di Roma sia stato sincero: non ha fornito dati discriminanti ma ha fotografato la realtà in cui è inserito, quella e non un’altra; ha detto la verità. E continua a dire la verità quando, più avanti nell’analisi scrive quanto segue: “Il contesto socio-economico e’ disomogeneo poiche’ il territorio di riferimento, che insiste su due Municipi, include fasce di popolazione appartenenti al ceto alto e zone in cui e’ elevata la presenza di famiglie di cittadinanza non italiana, socialmente svantaggiate. La percentuali di alunni con bisogni educativi speciali raggiunge il 7% del totale della popolazione scolastica. L’analisi della presenza di alunni con cittadinanza non italiana rispetto al totale della popolazione dei singoli plessi rileva disomogeneita’ fra questi, in particolare per la scuola primaria si registrano le seguenti: Trionfale 26%, Assarotti 26%, Taverna 17%, Vallombrosa 6%. Tali circostanze implicano un maggior impegno dei docenti nella personalizzazione dei percorsi formativi e conseguentemente nella ricerca di sempre nuove strategie attraverso un aggiornamento permanente. La scarsezza delle risorse finanziarie rappresenta una criticita’ significativa.” 
Dunque, capirete a questo punto che tutto il gran parlare di questi giorni è stato fatto in maniera superficiale. Nessuno si è preoccupato di andare ad approfondire, di cercare di comprendere di cosa si stava parlando. Come accade ormai per tutto. Ma chi vuole informare deve farlo compiutamente, non per sentito dire, nè prendendo poche frasi e decontestualizzandole; deve farlo con lavoro di ricerca delle fonti, delle fonti delle fonti, dei contesti, della realtà. Non è da tutti scrivere di tutto. Scrivere è difficile, serve un grande esercizio di stile, serve studio, serve anche “specializzazione”. Perchè, abbiamo visto, senza ricerca e senza studio, è stato facile scrivere di scuola in modo Trionfale. 

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