Una metafora del singolo e del tutto Una mano che indica il cielo. Un volto che fissa l’eternità.  Un piede che non cammina da secoli. Camminando nel cortile dei Musei Capitolini, è novembre 2024, ci si imbatte in loro: frammenti sparsi, residui muti di qualcosa di gigantesco. La mano di Costantino, posata su un basamento come se stesse ancora per afferrare il mondo, ha una sua dignità solitaria. È imponente anche così, staccata dal corpo, …