03.01.2011 Ho scritto alla Befana, non per chiederle doni, ma per chiederle come sta, se anche lei prova fatica a respirare in quest’aria. Tra befane ci si intende. Col suo garbo solito, mi ha risposto comunicandomi che da luglio scorso esiste un movimento di befane che sta percorrendo tutto lo Stivale. E’ nato dalla condivisione, tra befane, “del disagio e dello sconcerto per l’acquiescente indifferenza con la quale gran parte del paese ha accolto fatti, rappresentazioni, discorsi fortemente lesivi della dignità delle befane.” C’è la volontà di “capire come e perché nel corso degli anni si fosse venuto imponendo, nell’insieme dei mezzi di comunicazione e di intrattenimento, e senza provocare un’adeguata reazione, una immagine del femminile che, spacciata per spregiudicata e libera, offende elementari principi di rispetto e buon gusto e nasconde la crescita professionale civile e culturale delle befane italiane.”
Certo, è vero che i movimenti di emancipazione degli anni ’60 e ’70 hanno portato alla conquista di diritti di cittadinanza per le befane italiane, ma non completamente. E Così le befane italiane sono “soggetti di una ampia gamma di diritti, ma drammaticamente incapaci di esercitare individualmente e collettivamente azione politica, tanto che gli stessi diritti riconosciuti spesso stentano a tradursi nella realtà e restano una cornice astratta. Nel campo del lavoro, del welfare, della maternità, del sistema dei media, nelle rappresentanze istituzionali si verificano scarti talmente forti tra principi e realtà che la libertà rischia di continuo di scivolare nella subalternità.” Da qui è nata la volontà di aprire un dibattito ampio sulla libertà delle befane. Così chiude, la Befana, la sua lettera di risposta.
Adesso facciamo un giochino semplice semplice. Sostituite la parola “befane” con la parola “donne”. Quello che ne verrà fuori è un piccolo stralcio del documento sul quale si basa il movimento “Di Nuovo”, che sta portando nei principali teatri d’Italia lo spettacolo “Libere”, caratterizzato da dibattito conclusivo. Da Milano a Bari, la risposta è stata intensa e partecipata, befane e befani insieme.
Care Befane calabresi e soprattutto della Locride, adesso tocca a noi! Riposatevi dopo le fatiche di questi giorni, ma fate trillare la sveglia per la sera di lunedì 10 gennaio: non prendete impegni, grande meeting di befane e befani al Palazzo della Cultura di Locri. E mi raccomando, ricordatevi che noi befane non presenti non ci saremo perchè saremo già volate via per epifanizzarci nei luoghi di studio o di lavoro.
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