27.01.2011 I medici psichiatri che fanno parte della American Psychiathric Association (AMA), stanno preparando la nuova edizione del Diagnostic and Statistical Manual of Mental Disorders, meglio conosciuto come DSM; il Manuale, cioè, con il quale si classificano le malattie mentali e sul quale si fonda l’attività diagnostica in materia psichiatrica. Attualmente è in vigore il DSM IV TR (Text Revision, del 2000), ne verrà fuori il V. Nei giorni scorsi è stata data l’anticipazione su una patologia nevrotica che potrebbere essere declassata e riclassificata, passando da “disturbo della personalità” a “tratto di personalità”. Il narcisimo. Fu Freud a usare questo termine per primo, riferendosi a Narciso, personaggio mitologico bellissimo e crudele, tanto da respingere chi lo ama e innamorarsi della sua stessa immagine. Dunque, una persona centrata sul proprio ego, incapace di entrare in contatto, in empatia con gli altri. Fu poi Heinz Kohut a proporre di introdurre nel DSM il disturbo narcisistico di personalità, parlandoci dei narcisisti come persone dal -“Sé grandioso” portatore di “Falso Io” o “Falso Sé”, che conserva alcune delle caratteristiche primitive dell’Io infantile e un’immagine interiore eccessivamente idealizzata ed “onnipotente” che l’individuo percepisce come il vero “Io”-. La motivazione della riclassificazione va ricercata, secondo l’AMA, nel fatto che i Narcisi, ormai, sono tra noi così diffusamente da poter essere considerate persone non portatrici di patologia ma di sintomi; molte persone, dicono, possono essere narcisiste e vivere tranquillamente in società. Certamente, è sotto gli occhi di tutti! Narciso vive serenamente con se stesso, nel suo castello; crede di essere unico e insostituibile, di poter esercitare potere sugli altri; ha un forte sentimento sulle proprie facoltà; è convinto che altri debbano soddisfare i suoi bisogni; utilizza gli altri per raggiungere i propri scopi; desidera e richiede di essere ammirato; non desidera identificarsi con i desideri altrui; non riconosce i sentimenti altrui; è convinto che gli altri siano invidiosi di lui; agisce una modalità affettiva di tipo predatorio, esercita rapporti di forza sbilanciati. In poche parole, risponde perfettamente ai criteri diagnostici del DSM IV TR. E proprio oggi, 27 gennaio, mi viene in mente un Narciso vissuto intorno agli anni ‘40 del secolo scorso, un tipo da non riproporre. Ecco, eccellentissimi e illuminati membri dell’AMA, un suggerimento: più che togliere il disturbo a Narciso, fate in modo che sia Narciso a togliere il disturbo.
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