“Ma te l’ho raccontata quella di Pascali l’ascaro?”.
“No, papà, non mi pare”.
Comincia così la scoperta di una nuova storiella delle sue.
Pascali l’ascaro era chiamato così per via della sua balbuzie. Dava l’idea che fosse uno straniero strambo, come uno strambo soldatino eritreo con tanto di fez rosso in testa. Parlava, e la sua lingua il più delle volte si incantava, e le parole si allungavano.
Pascali aveva un carretto a bordo del quale si recava da Delianuova fino a Bagnara a comprare il sale. Nei periodi estivi, le donne lasciavano gli uomini a casa a lavorare e loro si trasferivano al mare con i bambini. Rigorosamente in abiti lunghi e molto coprenti; bastava l’aria di mare, non era necessario bagnarsi più dei piedi.
Un giorno, un tizio che aveva la moglie al mare gli chiese un passaggio per il giorno seguente: “Pascali, domani cali a Bagnara? M’u duni ‘nu passaggiu ca vaju j’a signora mia?” (Pasquale, domani scendi a Bagnara? Mi daresti un passaggio per andare da mia moglie?). “Certu, co-co-co-comu no! Sta-sta-sta-stanotti, vers’e dui pa-pa-pa-pa-partimu.” (Certo, come no. Stanotte, intorno alle due partiamo).
E così, alle due, puntuali partirono. Arrivati ai Piani della Corona, davanti ai loro occhi si apriva il panorama mozzafiato della terrazza naturale che dà sul mare visto dall’alto. Era ancora buio ed il nero del mare era, di tanto in tanto, illuminato dalle lampare dei pescatori. Pascali, pensando di far da cicerone al suo passeggero, gli disse: “Va-va-va-va-vardati vui chi-chi-chi-chi bella distesa i ca-ca-ca-campi i luppinu!” (Guardate che distesa di piante di lupini!) Il passeggero, ammirando la vista senza limiti di spazio, rispose: “Ahhh, ‘i vacchi mei si scialarrìanu jà!” (Le mie mucche si divertirebbero lì!). Poi chiese: “Ma chi sunnu chiji luci chi si vidinu ogni tantu?” (Cosa sono quelle luci che si vedono di tanto in tanto?). Pascali, che ormai era entrato appieno nella parte della guida turistica che si prende gioco del turista, rispose: “Ca-ca-ca-ca-casi colonichi!” (Case coloniche!).
(nella foto: dipinto di Antonio Augimeri)
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