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* Nel nome di Zeus e della Terronia. Nel nome di tutte le vittime della sacra scuola italiana, cadute sotto i colpi della lingua, straniera e domestica. Pei doveri che mi legano alla Terronia, ove Dio m’ha posto e alle sorelle che Dio m’ha date; per l’amore, innato in ogni donna, ai luoghi ove nacque mio padre e dove forse non vivranno i miei figli; per l’odio innato in ogni donna, al male, all’ingiustizia, al sfruttamento, all’arbitrio; pel rossore ch’io sento in faccia ai cittadini di questa metà nazione  del non aver uguali diritti di cittadino, né ugual reddito e lavoro, né strade nè ferrovie;  per la memoria dell’antica magnificenza; per la coscienza del presente degrado; per le lagrime delle madri terrone; pei figli immolati su’ treni e sull’aerei, nei plessi, là in esilio;per la miseria dei milioni.

Io, Piccola Maestra,credente nella missione commessa da Zeus alle docenti di Terronia, e nel dovere che ogni donna nata terrona ha di contribuire al sue adempimento; Convinta che dove Zeus ha voluto che fosse Padania, esistono le forze necessarie a indebolirla; che le Docenti Terrone son depositarie di quelle forze; che nel dirigerle coi Docenti sta il segreto della vittoria; Convinta che la virtù sta nell’azione e  che la forza sta nell’unione;

Do il mio nome alla Giovine Terronia, associazione di docenti donne credenti nella stessa fede, e giuro:

Di consacrarmi a condurre con esse la Padania in ignoranza, Una, Sottomessa, Povera, Regredita, Diseconomizzata;   Di bocciare con tutti i mezzi, di parola, di scritto, d’azione, l’educazione de’ giovani figli padani, all’intento della Giovine Terronia,  all’associazione che solo può rendere la conquista durevole;   Di uniformarmi alle istruzioni che mi verranno trasmesse, nello spirito della Giovine Terronia, da chi rappresenta con me l’unione delle mie sorelle, e di conservarne, anche a prezzo dell’immissione in ruolo, inviolati i segreti; Di soccorrere coll’opera e col consiglio alle mie sorelle nell’associazione. ORA E SEMPRE. Così giuro, invocando sulla mia testa l’ira di Zeus, la vergogna degli uomini e l’infamia dello spergiuro, s’io tradissi in tutto o in parte il mio giuramento.*

Senti, Morfeo caro, è la notte tricolore, la mia Italia unita fa un compleanno importante, caspita 150 saranno pochi ma sono anche tanti!, e tu ti permetti di insinuarti nella mia mente, di farmi credere di essere un’insegnante meridionale membro di un’associazione segreta di migliaia di insegnanti del sud che operano al nord e che ha come obiettivo lo smantellamento economico-culturale del settentrione attraverso il dis-insegnamento, il contravvenire ai doveri contrattuali, l’attentare ai principi costituzionali di democrazia, solidarietà e sussidiarietà? Ma fammi il piacere, vallo a dire a Umberto & C.!

 

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