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(su La Riviera del 15 luglio 2011)

Povere illuse! Potremmo cominciare allo stesso modo di come potremmo finire. Già, perchè la prima tornata elettorale riguardante Comuni e Province, il 12 e 13 maggio ci aveva  fornito un quadro generale un tantino incoraggiante. Poi, dopo i ballotaggi, a giochi fatti,  da Milano, da Torino e da altre Città e Province la prospettiva era diventata entusiasmante. Su un totale di 1340 Sindaci eletti in tutta Italia, 133 sono state donne, il 10%. Il primato tocca alla Toscana che è arrivata a toccare il 18% e, per ovvie ragioni, il fanalino di coda è stata la Val d’Aosta. La Calabria si è attestata al terzultimo posto, avendo eletto 5 donne su 96 Sindaci, il 5, 21% (fonte D.Anthea su dati del Ministero dell’Interno). Però, la capacità e la competenza femminili, sono state comunque volute: all’interno di Consigli Comunali, per volontà degli elettori e all’interno delle Giunte per volontà di Sindaci e Presidenti di Provincia neoeletti. Se non hanno fatto notizia i numeri esigui di consiglieri donna eletti, hanno, invece, subito fatto notizia le promesse mantenute, quelle che erano state  fatte in campagna elettorale: affermare un’alta presenza femminile nelle Giunte, fino a toccar in alcuni casi,  il 50%. Anche la Calabria, con timidi passi, si è mossa nella giusta direzione: a Cosenza, il Sindaco Occhiuto ha nominato 5 donne sul totale di 9 assessori; a Crotone, il neosindaco Vallone, su 8 assessori, ha nominato 3 donne; scendendo, a Catanzaro, Traversa ha nominato 2 donne su 10 assessori; fin giù a Reggio Calabria, dove Arena  ha voluto solo una  donna in Giunta. Poi, pochi giorni fa, il 7 luglio, arriva la fumata bianca da Palazzo Foti per la nuova Giunta Provinciale. C’è voluto più di un mese per il Presidente Raffa per scegliere la “squadra”. Si stava in trepida attesa e, trasversalmente, si attendevano nomine al femminile, qualcuna, almeno una! Il Presidente, invece, al di là di ogni aspettativa, ha pensato bene di varare, a proprio nome, IL Giunto Provinciale, attirandosi, giustamente, le critiche dei movimenti e delle associazioni femminili. E dire che il suo programma elettorale aveva come slogan: “Dentro le regole, fuori dagli schemi”. Oggi ci sembra che sia già stato fatto un ribaltone: fuori dalle regole (di pari opportunità), dentro gli schemi (del più arretrato maschilismo).  Farebbe bene a ripensarci il Presidente, fa ancora in tempo ad alleggerirsi di qualcuna delle 14 deleghe tenute per sè. Ci faccia dono de LA Giunta, gioverebbe alla  Provincia tutta.

 

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