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“Un Sorriso…” – La premiere del docufilm che racconta i percorsi di Antonio Giuseppe Malafarina.

Ieri sera, venerdì 10 aprile 2026, presso la sede dell’ANICA in Viale Regina Margherita 286 a Roma, ho avuto il privilegio di partecipare a un evento intenso, autentico e profondamente umano: la premiere del docufilm “Un Sorriso… I percorsi di Antonio Giuseppe Malafarina”, per la regia di Irene Magnani su progetto di Gianfranco Vivoli.
La serata ha visto la proiezione del film in un’atmosfera raccolta e partecipata, con accesso su lista nominale, a testimonianza dell’attenzione e della cura con cui l’intero evento è stato organizzato.
“Un viaggio attraverso la vita, lo sguardo e l’impegno di un uomo che ha saputo raccontare il mondo oltre ogni barriera”: così viene descritto il docufilm, e queste parole racchiudono perfettamente l’essenza di ciò che ho vissuto. Non è stato solo un momento di ricordo o di incontro, ma un’occasione preziosa per riflettere sul valore della dignità, dell’inclusione e dell’ascolto vero.
Al termine della proiezione, uno dei momenti più toccanti e significativi dell’intera serata: Luis Fusaro, presidente dell’Istituto Internazionale Interabili e grande amico di Antonio, nonché ideatore del neologismo “interabile”, ha consegnato a Bruno Malafarina — padre di Antonio e produttore del film— la pergamena che conferisce ufficialmente ad Antonio Giuseppe Malafarina il titolo di Ambasciatore dell’Interabilità. Un riconoscimento profondamente meritato, che suggella in modo solenne e commovente il lascito umano e civile di un uomo che ha saputo trasformare la propria esperienza in messaggio universale.

Per me, questo appuntamento ha avuto un significato ancora più profondo, perché ho avuto l’onore di condurre, nell’agosto 2025, la serata di inaugurazione di un’installazione in memoria di Antonio, sul lungomare di Bovalino. Un momento che porto nel cuore e che oggi si è intrecciato, con ancora maggiore intensità, alle emozioni vissute durante la premiere.

Ho percepito emozione, forza e verità in ogni testimonianza, in ogni immagine, in ogni parola. Porto con me il senso di un’esperienza che invita a guardare oltre le difficoltà, riconoscendo nella fragilità una straordinaria forma di coraggio.
Ringrazio tutti coloro che hanno reso possibile questo progetto artistico e umano — in particolare Irene Magnani e Tiziana Raco, che si sono adoperate con dedizione per organizzare e condividere questo evento — e più in generale chi lo ha ideato, prodotto, raccontato e condiviso con sensibilità e passione. Senza dimenticare i comuni di Bovalino e di Montalcino.
Esco da questa serata con una certezza in più: la memoria, quando si unisce all’impegno e alla cura, continua a generare bellezza e consapevolezza. Antonio continua a vivere nelle tante opere che ha lasciato e che i suoi parenti e amici cari stanno portando avanti a beneficio di tutti, perché possano diventare patrimonio condiviso. E un sorriso — il sorriso a cui Antonio teneva tanto — può davvero diventare un ponte tra le persone.

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