0 Flares Filament.io 0 Flares ×

(articolo pubblicato su Zoomsud a questo link)

Beata la moglie di un uomo virtuoso; il numero dei suoi giorni sarà doppio. Un bravo marito è la gioia della moglie, questa trascorrerà gli anni in pace. Un uomo virtuoso è una buona sorte, viene assegnata a chi teme il Signore. Ricca o povera il cuore di lei ne gioisce, in ogni tempo il suo volto appare sereno. La grazia di un uomo allieta la moglie, la sua scienza le rinvigorisce le ossa. E’ un dono del Signore un uomo silenzioso, non c’è compenso per un uomo educato. Grazia su grazia è un uomo composto, non si può valutare il peso di un’anima modesta. Il sole risplende sulle montagne del Signore, la bellezza di un uomo virtuoso adorna la sua casa.

Sono certa che, se lo conoscete, non lo conoscete in questa variante, questo passo della Bibbia dal libro del Siràcide. Se lo conoscete, lo conoscete al contrario, per come è scritto: con i termini maschili al posto di quelli femminili. Il pensiero di osare di proporvelo in questa versione mi è stato stimolato dalle parole del Vescovo di Locri, mons. Giuseppe Fiorini Morosini. Egli, infatti, pochi giorni fa ha diffuso una nota pastorale, dedicata all’allarme violenza sulle donne, con la quale ha lanciato una sorta di seme di rivoluzione, un forte monito alla società tutta.

Si, alla società tutta. Che non si pensi che il vescovo Morosini abbia inteso rivolgersi soltanto alla sua Diocesi. Il suo monito ha respiro molto più ampio, raggiunge tutta la Chiesa di Roma e oltre le mura religiose, arriva nei luoghi laici. Parte dalla sua Diocesi di Locri-Gerace per arrivare fino ai luoghi più lontani. E ce lo dicono le cronache, che la violenza sulle donne non appartiene ad una determinata area geografica o a determinati gruppi sociali. Nella sua nota pastorale, egli non fa riferimento solo e soltanto alla violenza fisica, ma si riferisce esplicitamente a tutte le altre forme della violenza: psicologica, economica, pedagogica, culturale. Parla di fidanzamenti e matrimoni precoci, di fidanzamenti e matrimoni contratti in assenza di libertà degli sposi, di donne segregate in casa al pari di schiave alle quali è preclusa la via dello studio e/o del lavoro, di donne che si reputano realizzate solo all’interno del matrimonio, di uomini liberi di agire la propria fedeltà ad libitum; si rivolge ai genitori perché imparino ad educare i propri figli senza operare differenze di genere, ma usando pari condizioni. Non lo dice in modo esplicito, ma credo che  nell’incitamento all’educazione sia sottinteso un richiamo anche alla Scuola che, insieme alla famiglia, concorre alla formazione degli individui. E infine, alle donne, chiede tre cose: di avere il coraggio della ribellione e della denuncia, di vigilare sul comportamento degli uomini di casa e di rifiutare  il denaro portato in casa dagli uomini quando si hanno dubbi sulla liceità della provenienza.

Fermo il monito agli uomini perché arrestino le loro violenze, forte l’esortazione alle donne ad uscire dal silenzio e dalla sopportazione, perché l’amore non è sopportazione, la vita non è silenzio. Si accolga, dunque, l’invito del Vescovo e si ribalti (rivoluzioni) la visione della relazione uomo-donna; si osi riscrivere anche qualche passo biblico, per comprendere che la famiglia, la società, il mondo si costruiscono insieme, uomini e donne insieme, con ruoli collaborativi e non di contrapposizione, su pari livello e non su livelli diversi in cui uno è superiore e l’altro inferiore. Si sta sullo stesso piano, anche a voler riscrivere, declinandolo al genere contrario, un passo tratto dal Libro dei Proverbi:

Un uomo perfetto chi potrà trovarlo? Ben superiore alle perle è il suo valore. In lui confida il cuore della moglie e non verrà a mancargli il profitto. Egli le da felicità e non dispiacere per tutti i giorni della sua vita. Si procura lana e lino e li lavora volentieri con le mani. Stende la sua mano alla conocchia e mena il fuso con le dita. Apre le sue mani al misero, stende la mano al povero. Fallace è la grazia e vana è la bellezza, ma l’uomo che teme Dio è da lodare. Dategli del frutto delle sue mani e le sue stesse opere lo lodino alle porte della città. 

0 Flares Twitter 0 Facebook 0 Google+ 0 Filament.io 0 Flares ×
Share